Anni Novanta, tempi bui per la Casa del Toro. Presentata a Ginevra nel 1995, la Lamborghini Calà sarà uno dei progetti falliti.

PERIODO NO

Ceduta l’anno prima da Chrysler per 40 milioni di dollari, cambiava proprietà per la quarta volta. Questa volta la Casa di Sant’Agata Bolognese venne acquistata dalla Megatech, una divisione del gruppo indonesiano Sedtco Ltd. L’inesperienza dei nuovi proprietari e la loro scarsa propensione ad investire aggravava ulteriormente una situazione già complessa. In quel momento la Lamborghini proponeva soltanto la Diablo, con peraltro pochissimo seguito.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Fu dell’ItalDesign l’idea di proporre una sportiva “accessibile”, la Calà, però rifiutata dal CdA.
Lunga meno di 4,4 metri, era spinta da un dieci cilindri 400 CV montato in posizione posteriore-centrale. Cambio manuale a sei marce, trazione, ovviamente, sulle ruote posteriori. Chassis interamente in alluminio, i pannelli della carrozzeria erano di fibra di carbonio. Grazie al peso di 1300 kg, garantiva alla Calà prestazioni esaltanti, con uno 0-100 in appena 5 secondi e una velocità massima di 290 km/h.

“QUELLA LA’!”

Al contrario della deludente Jalpa, la Calà disponeva di interni avvolgenti ed ergonomici, materiali pregiati e attenzione verso ogni piccolo dettaglio. Le forme interne, morbide e sinuose, riprendevano quelle degli esterni, lontane anni luce dalle linee squadrate anni ’80 della Jalpa. I rivestimenti dei sedili sportivi Recaro erano in pelle bordeaux miste a pelle scamosciata. Dietro di loro anche posto per due bambini, sorprendente per un’auto di questa tipologia. Incanatava il design esterno, veramente di rottura rispetto alle altre auto della Casa: frontale basso ma arrotondato, due fari a goccia dall’aria simpatica e un posteriore su cui troneggiava uno spoiler che di certo non passava inosservato. Per non parlare poi del tetto con la sezione centrale removibile. Il nome della vettura dichiarava di per sè natura esibizionista: “Calà”, è un’esclamazione piemontese che significa “quella là!”. Purtroppo la produzione non partirà mai.

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