Sicurezza: telecamere sui taxi, sono la soluzione giusta?

Una telecamera in taxi per maggior sicurezza. Sono fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e Uti a lanciare questa iniziativa che coinvolge 200 taxi. Il dispositivo consentirà di tenere d’occhio eventuali aggressioni, frodi e rapine e a prevenire incidenti. Il tutto è organizzato per rispettare la privacy dei passeggeri.

Come funziona

Milano sarà la prima città a sperimentare il sistema che potrebbe presto aprirsi anche ad altri importanti centri italiani. Sono ben 200 i mezzi della cooperativa del capoluogo meneghino “ La Fontana” sono state predisposte con un Roadscan al proprio interno, cioè una piccola telecamera con localizzatore Gps e con un accelerometro in grado di documentare dettagliatamente cosa accade dentro e fuori dalla vettura.

La telecamera viene messa al centro del parabrezza, do fianco allo specchietto retrovisore. Potrà quindi essere uno strumento utile per ricostruire la dinamica di incidenti e per verificare che nel taxi vada tutto bene e non ci siano tentativi di aggressione o rapine.

Ma l’obiettivo del dispositivo non è solo quello di garantire una maggiore sicurezza ai passeggeri. Dietro l’iniziativa c’è anche un’importante funzione didattica. Sarà infatti possibile usare i video per formare i conducenti e studiare quali sono le manovre sbagliate in caso di uno scontro oppure come evitare gli errori banali che tutti facciamo al volante.

Secondo il segretario Generale della Fondazione ANIA Umberto Guidoni i risultati, per ora, sono stati ottimi dal momento che il sistema è stato già testato sui mezzi del trasporto pubblico e su quelli pesanti. Guidoni sostiene che ci sia già stato un calo degli incidenti sulle flotte monitorate forse perché i conducenti si sentono più controllati ed evitano di fare manovre azzardate che possono comportare incidenti.

 

 

 

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