Padoan, 170 miliardi in eredità di maggior debito pubblico lascia

Un debito pubblico maggiore di 170 miliardi è stato lasciato da Padoan. Non sono serviti a nulla i sacrifici.

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L’Italia si porta dietro un macigno pesantissimo che rende molto difficile far ripartire a pieno regime l’economia. Questo è un problema ormai risaputo al quale, purtroppo, non si riesce a trovare una risposta.

Nell’ultimo periodo si sono inseguite voci, analisi, dati, spesso in contraddizione sulla reale condizione di salute del Belpaese. Tra queste ce ne sono alcune che non permettono di adottare un punto di vista ottimistico sulla vicenda. Nell’ultimo triennio il debito pubblico, infatti, è salito a 119 miliardi di euro. Una cifra monstre che, secondo l’Osservatorio di Carlo Cottarelli, ex commissario alla spending review che non è riuscito ad ottenere risultati significativi da questo punto di vista visto che il taglio della spesa pubblica è rimasto solo un sogno chiuso nel cassetto è destinata a crescere nel prossimo triennio di altri cinquantacinque miliardi di euro.

Un quadro già di per sé abbastanza preoccupante che viene appesantito dalla necessità di trovare, in una fase di stallo politico successivo alle elezioni dello scorso 4 marzo, 26,5 miliardi di euro per evitare l’aumento dell’Iva dal primo gennaio 2019 per effetto delle famigerate clausole di salvaguardia. Per l’Italia si tratta di un brusco risveglio dopo una campagna elettorale che ha descritto tutta un’altra situazione. Altre emergenze ed altre priorità. Ma soprattutto un paese che navigava in acque ormai sicure dopo la tempesta devastante della crisi economica che per un decennio ha soggiogato le economie di mezzo mondo. L’unico dato positivo sembra essere il rapporto deficit-pil sceso dal 132 al 131,8 per cento.

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