Crollo mercati finanziari, non sono le urne il problema sono le banche

Non c'è dubbio che alla tendenza al ribasso abbiano contribuito le preoccupazione di carattere politico, ma non bastano per spiegare la situazione

Si vuol far credere che il problema dei mercati finanziari, in modo particolare dell’Italia, dipenda dallo spettro delle urne e del mancato accordo, almeno al momento per un esecutivo. Ma dati, statistiche e fatti dimostrano che il problema è ancora la fragilità bancaria.

E se crollano rovinosamente i mercati finanziari c’è poco da tirare in ballo le difficoltà politiche. O meglio, quest’ultime non possono rappresentare la giustificazione di tutto e, allo stesso tempo, i politici non possono farsi scudo della seduta di Borsa per raccontare la loro storia. Non c’è dubbio che alla tendenza al ribasso abbiano contribuito le preoccupazione di carattere politico. Ma non sono le ragioni dominanti. Non solo la causa.

Ci sono altre motivazioni da tirare fuori, che durano da tempo e che, una volta per tutte, andrebbero affrontate e risolte. Non a caso il sempre seguito Financial Times riportava con evidenza la notizia che il fondo attivista Caius Capital ha scritto alla Banca centrale europea e all’Autorità bancaria europea denunciando come Unicredit computi a capitale strumenti finanziari in violazione delle norme europee. L’isituto di credito si è naturalmente difeso, ma è evidente come ci sia una pressione sull’intero settore bancario europeo con ripercussioni finanziarie immediate, al di là della crisi politica.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 0 Media: 0]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

quattro × due =