Bce, i rischi per l’Italia senza aiuto. Oltre spese 13 miliardi c’è chi specula e guadagna

Per l'esecutivo sarebbe impossibile portare a compimento alcuni dei provvedimenti più significativi

Con gli aiuti del quantitative easing non si scherza perché lo strumento della Bce non solo è stato prezioso per mettere al riparo l’economia italiana da una crisi ben maggiore, ma allo stesso tempo continua a rappresentare un sicuro punto di riferimento. Cosa accadrà all’Italia quando diventerà ufficiale ed effettivo il passo indietro della Bce?
Nel primo caso sappiamo che sarà graduale, mentre per quanto riguarda la nostra nazione, quello che preoccupa di più è lo spread collegato al debito pubblico che potrebbe avere un effetto a cascata

Con la dismissione del programma di acquisto di titoli di Stato e obbligazioni, lo spread potrebbe salire a 400 con un costo aggiuntivo per lo Stato pari a 4 miliardi di euro il primo anno, 9 miliardi di euro il secondo e oltre 13 miliardi di euro il terzo.

Significa che per l’esecutivo sarebbe impossibile portare a compimento alcuni dei provvedimenti più significativi, come il reddito di cittadinanza. Non solo, ma la spesa complessiva per gli interessi si avvicinerebbe molto rapidamente agli 80 miliardi di euro rispetto agli attuali 68, livello raggiunto anche grazie al quantitative easing.

Dall’altra, però, è utile ricordare come negli ultimi 15 anni, la Germania proprio nel pieno della crisi ha fatto ritornare le sue riserve d’oro ai livelli precedenti, anzi a record mai visti prima nella storia dopo che alla fine della guerra mondiale erano praticamente a zero. E come negli ultimi 10 anni anche gli stipendi si sono alzati fortemente e le ore di lavoro diminuite

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