Auto commerciali e uso promiscuo, non solo per lavoro: le limitazioni

L’importanza dell’uso promiscuo va ricercato anche nel diverso trattamento fiscale dei costi sostenuti per questi veicoli

Comprare un veicolo commerciale per la propria attività lavorativa e utilizzarlo durante l’orario di lavoro è una situazione sempre più diffusa. L’auto aziendale per uso promiscuo permette infatti al dipendente di usufruire del veicolo sia per scopi lavorativi che privati. L’articolo del Codice della strada a cui fare riferimento per conoscere modalità e limitazioni è il numero 82. Qui è contenuta la disciplina sulla destinazione e sull’uso dei veicoli.

Per quanto riguarda le limitazioni, l’omologazione di un mezzo come autocarro è necessaria perché un’azienda o un professionista possano considerarli beni strumentali e scaricarli dal proprio reddito, ma questo non impedisce a un privato di possederlo e impiegarlo nei limiti di quanto previsto dal Codice.

Modalità e limiti uso auto commerciale

La violazione dell’articolo 82 si verifica nel caso di utilizzo di un veicolo per un uso o una destinazione diversi da quelli riportati sulla carta di circolazione. Ma non è vietato portare attrezzature diverse che esulano dalla propria attività come un autocarro classificato per uso proprio che effettua un trasporto per conto di terzi; oppure una macchina agricola che trasporta materiale diverso dai prodotti agricoli-forestali o attrezzi non connessi con l’attività agricola. E’ inoltre possibile trasportare materiali diversi all’interno dell’abitacolo, previa rimozione dei sedili (tranne quelli della prima fila). Rimane comunque evidente che il trasporto deve sempre garantire la massima sicurezza.

Sugli autocarri, oltre al conducente, può prendere posto solo ed esclusivamente personale addetto all’uso e al trasporto della merce. Il passaggio a un amico, alla fidanzata, al figlio da accompagnare a scuola e l’utilizzo del veicolo per andare al ristorante, al mare o in discoteca, risultano ingiustificabili e pertanto sono soggetti alla contestazione dell’articolo 82 con sanzione amministrativa e sospensione della carta di circolazione.

Auto commerciali e Codice della strada

Secondo il Codice della strada, si ha l’uso di terzi quando un veicolo è utilizzato, dietro corrispettivo, nell’interesse di persone diverse dall’intestatario della carta di circolazione. Negli altri casi il veicolo si intende adibito a uso proprio. L’uso di terzi comprende la locazione senza conducente, il servizio di noleggio con conducente e servizio di piazza (taxi) per trasporto di persone, il servizio di linea per trasporto di persone, il servizio di trasporto di cose per conto terzi, il servizio di linea per trasporto di cose, il servizio di piazza per trasporto di cose per conto terzi.

L’importanza dell’uso promiscuo va ricercato anche nel diverso trattamento fiscale dei costi sostenuti per questi veicoli. Si va, per quanto riguarda la fiscalità d’impresa, dalla deducibilità piena a quella limitata, nelle misure del 20% e 70%. Ma c’è anche il trattamento fiscale per il dipendente, con l’attribuzione o meno dei fringe benefit tassati in busta paga. L’art. 164 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi) disciplina “i limiti di deduzione delle spese e degli altri componenti negativi relativi a taluni mezzi di trasporto a motore, utilizzati nell’esercizio delle imprese, arti e professioni”.

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