Al giorno d’oggi Tesla gioca praticamente senza avversari con le sue Model S e Model X. Dovrebbe presto cambiare qualcosa, “cortesia” di Faraday Future.

ARRIVA LA CONCORRENZA

Finanziata da capitali cinesi, l’azienda cinese a gennaio 2017 presenterà un ambizioso crossover a zero emissioni. Linea di rottura, col crossover che lascia intravedere nelle indiscrezioni finora raccolte concetti innovativi in ambito automobolistico. Pure in ambito meccanico, data inoltre la distribuzione completamente inedita delle componenti. Che piaccia o meno, va ammessa la bontà della strategia comunicativa dell’azienda californiana. Ottenuto buon seguito pur senza rivalere in concreti chissà quanti particolari sulla propria creazione.

UNIONE DEI GRUPPI OTTICI

In questo momento sappiamo che il crossover possiederà un profilo a cuneo e un portellone con taglio accentuato, verrebbe da dire orizzontale, rendendo molto spigoloso e affilato il posteriore. Assai sportiveggiante il look, nonostante la lunghezza generosa. Decisamente arcuato il taglio dei vetri laterali, la fiancata resterà pulita. Avranno dimensioni contenute gli sbalzi, in particolare all’anteriore. Dove non è previsto un imponente motore a scoppio. Significativa novità all’anteriore, coi gruppi ottici uniti da una striscia a led, con forma di mezzaluna, che dall’interno di un fanale andrà fino quello opposto, attraverso la base del cofano anteriore.

REINVENTARE LA RUOTA

Dev’essere ancora confermato, ma l’indizio è talmente chiaro da costituire una prova. Non sarà un motore elettrico tradizionale ad alimentare il crossover della Faraday Future, come ogni mezzo a zero emissioni. Largo piuttosto a quattro unità montate ciascuna all’interno di un gruppo ruota. All’interno di una video-anticipazione è stata indicata questa soluzione. Intitolata “Reinventare la ruota”, i più hanno ritenuto il messaggio un’ammissione sulla presenza di un propulsore elettrico dentro ciascuna ruota. Recenti vicissitudini di natura economica hanno stoppato i lavori di Faraday Future, che sta costruendo un impianto produttivo in Nevada, negli Stati Uniti. Proprio per questo motivo bisogna ancora prendere atto se l’auto, come promesso, verrà lanciata nel 2017 o arriverà in seguito.

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