Guidare all’estero: limiti di velocità, documenti e norme, tutto quello che c’è da sapere

Prima di mettersi al volante fuori dai nostri confini è bene informarsi sulle normative vigenti nel Paese di destinazione

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Si avvicina il momento della partenza per le vacanze per molti di noi, ma per vivere appieno questa esperienza è fondamentale non lasciare niente al caso. Ecco quindi cosa è consigliabile fare per chi dovrà guidare all’estero ed evitare di andare incontro a sorprese sgradite.

Guidare all’estero: documenti utili e regole da rispettare

Chi si appresta a effettuare un periodo al di fuori dai confini italiani e avrà la necessità di spostarsi in auto deve esserea conoscenza di alcune norme per non incorrere in problemi. Per guidare basterà essere in possesso della tradizionale patente di guida, riconosciuta in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Il documento è valido anche negli Stati del Vecchio Continente firmatari delle medesime convenzioni internazionali in materia di conduzione di veicoli ratificate dall’Italia (Croazia, Norvegia, Svizzera, Islanda e Turchia).

Per quanto riguarda il Codice della Strada, invece, non si riscontrano particolari differenze. In tutte le nazioni resta valido l’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza in tutto il tragitto percorso. È vietato in ogni caso, come già accade in Italia, l’utilizzo del cellulare al volante.

È bene conoscere anche le regole in vigore per i limiti di velocità. In tutta Europa la velocità massima consentità in autostrada è pari a 130 km/h. Nei centri abitati il massimo è 60 km/h.

Pochi cambiamenti anche per quanto riguarda l’assicurazione. Le polizze RCA (responsabilità civile auto) stipulate entro i confini dell’Unione Europea sono riconosciute in ognuno degli Stati membri. L’accordo è valido anche in Gran Bretagna, Svizzera, Norvegia e Islanda. Il certificato va sempre portato con sé

Guidare all’estero: come comportarsi in caso di incidente

Tutti si augurano ovviamente che non possa succedere, ma è bene sapere quali siano le conseguenze di un possibile incidente fuori dai confini italiani. In questo caso dovranno essere seguite le norme in vigore nel Paese in cui ci si trova.

La denuncia del fatto viene effettuata attraverso uno specifico documento emesso dalla compagna assicurativa in più lingue. Se il sinistro dovesse avvenire con una persona non identificata è possibile risalire all’identità dell’automobilista coinvolto attraverso il numero di targa. La segnalazione può essere effettuata all’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (Isvap).

Guidare all’estero: cosa accade in Gran Bretagna

I più timorosi potrebbero avere qualche dubbio se dovessero spostarsi in Gran Bretagna, da poco uscita dall’Unione Europea. Niente paura, i cambiamenti rispetto al resto del Continente sono davvero pochi.

Le regole stradali da rispettare restano infatti le stesse dell’UE. Lo stesso vale anche per l’assicurazione. Le velocità, come tutti sanno, saranno invece espresse in miglia: il limite di 30 miglia orarie equivale a 48 km orari, 70 miglia a 112 km orari).

Guidare all’estero: i documenti richiesti fuori dall’Europa

La situazione cambia in modo decisivo per chi si sposta al di fuori del nostro Continente. In questo caso, infatti, non basta essere dotati della patente italiana, ma serve anche l permesso internazionale di guida (PIG), conosciuto anche come “patente di guida internazionale“. Si tratta di una licenza di guida speciale in cui vengono indicati i dati del titolare in diverse lingue straniere.

Avere la patente internazionale è davvero semplice: basta recarsi presso la Motorizzazione Civile più vicina al luogo di residenza e compilare uno specifico modulo. È necessario anche consegnare due foto (una autenticata), una marca da bollo, la tassa al Ministero dei Trasporti e la patente.

Ogni automobilista dovrà ovviamente dotarsi anche di un’assicurazione valida per circolare. In questo caso la carta verde internazionale, fornita gratuitamente dalla propria compagnia di assicurazione. Chi dovesse dimenticarsi di richiederla può farne domanda presso posti di frontiera dei Paesi esteri, dove verrà richiesto però un piccolo importo.

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