Sciopero trasporti Napoli 26 novembre 2015: tutte le info utili

Il blocco alle linee ferroviarie coinvolgerà anche il capoluogo campano

L’imminente giovedì 26 novembre non sarà uno dei tanti per gli abituali utilizzatori dei mezzi ferroviari. Durante la giornata si terrà infatti lo sciopero trasporti delle linee, anche nella città di Napoli.

I PROMOTORI – Annunciato dai sindacati Cat Esecutivo Nazionale, Cub Trasporti, USB Lavoro Privato e da O.S. Faisa-Cisal, lo sciopero trasporti coinvolgerà i mezzi Trenitalia, della Cumana e della Circumflegrea e quelli di Italo. Diversi gli orari contraddistinti dal fermo, in base alla azienda coinvolta.

CUMANA E CIRCUMFLEGREA – L’Ente Autonomo Volturno (EAV) rende noto che il servizio potrà incorrere in ritardi, rallentamenti e/o abolizioni nelle fascia oraria dalle 8 alle 14.30. Le ultime partenze assicurate prima dell’interruzione sono rappresentate da Montesanto-Torregaveta (8.01), Montesanto-Licola (8.03), Torregaveta-Montesanto (8.20) e Licola-Montesanto (8.43). Una volta ripristinata l’attività, le prime partenze assicurate sono invece Fuorigrotta-Torregaveta (13.27), Fuorigrotta-Montesanto (13.30), Montesanto-Licola (13.43), Torregaveta-Montesanto (14), e Licola-Montesanto (14.23).

TRENITALIA – In merito ai dipendenti dell’azienda il fermo inizierà  dalle 21 dello stesso giorno fino alle 18 di venerdì 27 novembre 2015 e per tutto il territorio nazionale. Al solito, nonostante lo sciopero ci sono comunque dei treni assicurati anche per la regione Campania. Il disagio potrebbe inoltre vedere protagonista Italo, anche se l’azienda ha prontamente spiegato che alcuni servizi ci saranno comunque.

IL PERCHE’ – Ad aver indotto i sindacati a tale scelta i “progetti di privatizzazione, svendita e smembramento del comparto FS”, “lo sfascio del prossimo Contratto Collettivo di Lavoro”, un modello aziendale repressivo e la “riforma pensionistica Fornero che ha calpestato anni di conquiste sociali e aumentato di anni l’età pensionabile oltre l’aspettativa di vita media dei lavoratori”. Ad aggravare, infine, il giudizio il vergognoso Testo Unico sulla Rappresentanza che consegna le Rsu alle Segreterie, mira ad impedire la possibilità di organizzare ogni resistenza nei luoghi di lavoro contro lo strapotere padronale e spalanca le porte alla legge che cancella il diritto di sciopero”.

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