Targhe auto: aumentano i prezzi, modifiche, costi, immatricolazioni

Aumentano da oggi le tariffe secondo il decreto ministeriale del 6 novembre 2015

Gli automobilisti devono fronteggiare ogni anno numerosi vincoli legislativi e il rincaro sui prezzi delle targhe creerà certamente ulteriori discussioni.

QUANTO AUMENTA LA SPESA – Le norme approvate lo scorso fine anno stabiliscono infatti che ora si paga più di 70 centesimi per le automobilistiche, meno di 40 invece quelle motociclistiche. Certamente differenza assai limitata in ottica individuale, ma che moltiplicata al numero delle targhe montate ogni anno sulle vetture immatricolate in Italia costituiscono un’importante risorsa economica.

DALLA GIORNATA LA CRESCITA – L’obbligo arriva secondo il decreto ministeriale del 6 novembre 2015 pubblicato il 24 dicembre sulla Gazzetta Ufficiale. In base a quanto riferisce il provvedimento proprio a partire da oggi, venerdì 8 gennaio 2016, i prezzi delle targhe di formato A (cioè le rettangolari) salgono da 41,04 a 41,78 euro, anche se passano da 44,90 a 45,68 nelle province di Aosta, Trento e Bolzano. Quelle di formato B, dette “quadrotte”, da 40,67 vanno ora a 41,37 euro (da 44,54 a 45,31 nelle province di Aosta, Trento e Bolzano).

LE PRECEDENTI MODIFICHE – L’ultimo aumento – escluso quello avvenuto il 1° ottobre 2013, causato dall’incremento IVA – risale al 28 aprile 2012 (decreto ministeriale, datato 27 febbraio, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 aprile), trattasi allora di un aumento pari a 40 centesimi rispetto alle tariffe in vigore dal 19 agosto 2008.

GRUPPI ADDETTI E GUADAGNI STIMATI – Giusto per completare la panoramica, l’Istituto Poligrafico dello stato si occupa di produrre le targhe presso lo stabilimento di Foggia, poi acquistato dalla Motorizzazione civile per la distribuzione verso tutti gli uffici provinciali. Secondo gli ultimi dati disponibili, risalenti al 2014, l’Ipzs ha ricavato dalla loro vendita 37,86 milioni di euro, circa 3 milioni in più rispetto al 2013, anche se altrettanti in meno fatto paragone col 2012. Un business considerevole che rappresenta per l’istituto il 10,6% del giro d’affari totale.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 2 Media: 4.5]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

dodici − 2 =