Scatola nera in auto: come combattere le frodi alle assicurazioni

Un emendamento del ddl Concorrenza punta a introdurre la scatola nera in auto: è il mezzo migliore per combattere le frodi alle assicurazioni

scatola nera in auto

LE NOVITA’ DEL DDL CONCORRENZA. Sembra essere ormai davvero imminente una novità che potrebbe coinvolgere tutti i possessori di una vettura, l’introduzione della scatola nera in auto. A dare l’anticipazione è un emendamento del ddl Concorrenza, che coinvolge questa e altre novità in materia di Rc auto. Il via libera alla legge potrebbe avvenire già prima delle vacanze estive. La proposta arriva da Salvatore Tomaselli e Luigi Marino del PD e delega il governo a emanare una serie di decreti per disciplinare una questione che non può essere rimandata. I primi veicoli interessati dall’iniziativa dovrebbero essere inizialmente quelli pubblici, poi toccherà a quelli privati. Le famiglie avranno comunque la possibilità di contare su sconti significativi per l’assicurazione. Nell’emendamento, infatti, si precisa che non saranno introdotti oneri a discapito dei cittadini.

UNO STRUMENTO PER COMBATTERE LE FRODI. A spingere incisivamente per la scatola nera in auto è l’Ania, l’Associazione Nazionale tra le Imprese Assicuratrici. Sono infatti sempre più numerose le situazioni di frodi ai danni delle compagnie assicurative per ottenere  il premio ed è da qui che nasce la necessità di combattere incisivamente il fenomeno. In una prima fase l’utilizzo sarà comunque facoltativo. In Italia l’esigenza è più forte perché si tratta di uno dei Paesi dove i costi per l’assicurazione sono più elevati. Nonostante le proteste lanciate a più riprese dal Codacons, la situazione non sembra migliorare.

QUALI SONO I COSTI PER I CITTADINI. Ania e associazioni a tutela dei consumatori vogliono comunque vigilare per evitare che gli utenti possano dover far fronte all’ennesima spesa imprevista. L’emendamento garantisce su questo, ma c’è chi è ancora diffidente. Il Codacons, ad esempio, ritiene che sia impossibile che questo possa davvero succedere. Si sottolinea infatti il rischio che “i maggiori costi siano traslati sugli utenti finali attraverso aumenti delle tariffe”. Sarà davvero così? Non resta quindi che attendere ancora qualche settimana per avere maggiori certezze.

 

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