Revisione auto GPL: perché sceglierla, cosa prevede la legge

Questo genere di veicoli sono l'ideale per chi vuole preservare l'ambiente e non vuole spendere in modo eccessivo in fase di acquisto

revisione auto gpl

Sono sempre più numerose le case automobilistiche che puntano a ridurre il più possibile l’impatto ambientale nella realizzazione dei loro modelli. E’ un po’ questo lo scopo delle auto a GPL, apprezzate anche per il prezzo, che solitamente rientra nella fascia medio-bassa. Ma quali sono le accortezze da seguire per chi ha questo genere di veicoli? Vediamole insieme.

Revisione auto GPL: vantaggi e svantaggi di questa particolare alimentazione

Le auto a GPL rappresentano la scelta giusta per chi desidera non spendere in modo eccessivo per l’acquisto della propria vettura, ma senza dover rinunciare all’efficienza. Grazie a questo genere di veicoli si ha inoltre la garanzia di preservare l’ambiente, un tema a cui guardano con sempre maggiore interesse cittadini e aziende.

Non manca inoltre la possibilità di scelta. Sul mercato troviamo infatti diversi modelli sul mercato di ogni genere, dalle berline compatte alle medie e alle monovolume. Ancora più ricca è però la proposta per chi preferisce city car e utilitarie.

Unico svantaggio è però la necessità di dover sottoporre la propria macchina a una manutenzione più frequente rispetto a quelle a benzina o diesel. Le bombole GPL non devono essere sottoposte a revisione specifica, ma sono già di per sé sicure in caso di incendio o incidente, ma devono essere sostituite dopo dieci anni dal loro primo utilizzo. In questo caso il costo dell’operazione varia dai 300 ai 500 euro a seconda.

Revisione auto GPL: cosa prevede la normativa

Anche le auto a GPL devono essere sottoposte alla procedura di revisione come accade per le vetture con alimentazione tradizionale. Si tratta di un momento fondamentale per poter continuare a viaggiare senza incorrere in sanzioni spesso piuttosto pesanti.

Non è comunque prevista una normativa specifica a cui dover sottostare. La prima revisione deve infatti essere effettuata a quattro anni di distanza dall’immatricolazioni. Successivamente sono previsiti ulteriori controlli ogni due anni.

Nel corso dell’operazione sarà effettuato un controllo emissioni allo scarico e controllo della validità del serbatoio. Trascorsi 10 anni dal primo collaudo dell’impianto a GPL, il serbatoio va sostituito con uno nuovo secondo quanto indicato circolare n. B76/2000/MOT del 16 novembre 2000 del Ministero dei Trasporti. Chi non dovesse farlo non supererebbe la revisione periodica con rischio di multa pari a 85 euro, oltre all’obbligo di dover effettuare nuovamente la revisione.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 2 Media: 1]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

1 × uno =