Il nuovo anno comincia con un’amara certezza per tutti gli automobilisti italiani: secondo quanto rivelato dal portale online Facile.it, gli oltre un milione e mezzo di connazionali coinvolti attivamente in sinistri (nel corso dell’ultimo periodo) sono pronti a pagare un premio assicurativo più elevato del precedente. A decretarlo ufficialmente, è un’analisi effettuata tra novembre e dicembre 2015 su una base di ben 800.000 preventivi: penalizzati, per aver causato un incidente, il 4.43% degli utenti che rinnovano la propria RC auto (0.34% in più rispetto ai dodici mesi trascorsi). Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, afferma che (molto probabilmente) in questo 2016 le compagnie assicurative hanno deciso di aumentare il valore delle polizze anche a causa del calo prezzo (oltre il 20%) che ha colpito il settore nella scorsa stagione.

RC AUTO PIU’ CARA, STATISTICHE DI RIFERIMENTO – Sempre in riferimento allo studio, nel caso di socio-demografia è riscontrata maggiore imprudenza (ma onestà) da parte del gentil sesso, che si prepara a cambiare classe di merito (5% delle donne a confronto del 4.10% degli uomini) dopo aver regolarmente segnalato i propri problemi alla compagnia di riferimento. Prendendo in considerazione le differenze di età, è riscontrabile un’ammenda maggiore per la classe di patentati più giovane (il 3.51% degli under 30) anche se gli anziani registrano la performance peggiore (il 5.39% degli over 60 cambia classe di merito). Dall’analisi effettuata, risulta inoltre che la categoria professionale più bisognosa di supporto è quella degli infermieri (il 5.56% dà inizio all’anno con una penalizzazione) ed è ben poco avanti a insegnanti (5.46%) e pensionati (5.45%); record positivo per tutti i cittadini appartenenti a forze armate e polizia municipale, molto più prudenti delle altre categorie. Prendendo ad esame le diverse regioni italiane, scopriamo che la Toscana conferma il proprio tradizionale primato a riguardo di automobilisti pronti a cambiare classe di merito (5.88%) ed è seguita da Umbria (5.63%) e Lazio (5.55%); in fondo alla classifica, troviamo invece Calabria (2.91%) e Puglia (2.93%).

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