Reato di omicidio stradale: ecco tutte le novità

Primo via libera al testo in Commissione Trasporti alla Camera

Primo via libera in Commissione Trasporti alla Camera per il reato di omicidio stradale
Primo via libera in Commissione Trasporti alla Camera per il reato di omicidio stradale

Dopo l’approvazione della Camera alla legge delega sul nuovo Codice della Strada, arriva un’altra buona notizia dal punto di vista legislativo. La Commissione Trasporti della Camera infatti, ha dato il primo ok per il passaggio parlamentare della legge che regola l’introduzione del reato di omicidio stradale.

Omicidio stradale, iter ancora lungo

Ancora l’iter per l’entrata in vigore della nuova legge è lunghissimo, ma l’approvazione in Commissione rappresenta il primo passaggio fondamentale per una norma attesa da mesi, fin da quando il presidente del Consiglio Matteo Renzi si espresse in tal senso durante il discorso di presentazione del proprio programma di fronte al Parlamento. Proprio Renzi, sin da quando era ancora sindaco di Firenze si era più volte detto a favore dell’introduzione del nuovo reato che potrebbe sancire una pena più grave per i “pirati” della strada.

Soddisfatte le associazioni

Solo nel 2013 sono state 114 le vittime degli incidenti stradali dovuti a guida pericolosa o a causa di alcol e droghe e oltre 1100 i feriti. Soddisfatte le principali associazioni che si sono battute in questi anni con manifestazioni e raccolte di firme per l’introduzione del reato di omicidio stradale nel Codice Penale: le associazioni “Lorenzo Guarnieri” e “Gabriele Borgogni”, nonché l’Asaps (Associazione amici e sostenitori Polizia Stradale). Le tre organizzazioni avevano presentato la propria idea di riforma che prevdeva l’aumento della pena da un minimo di 8 fino a 18 anni per gli automobilisti che avessero commesso un omicidio stradale e risultati positivi di fronte al controllo con l’etilometro per valori di concentrazione dell’alcol nel sangue superiori a 0,8.

L’ergastolo della patente

Il testo approvato in Commissione viene incontro alle richieste delle associazioni anche in merito alla possibilità di revoca della patente in caso di omicidio: se il testo venisse così approvato dal Parlamento, il guidatore colpevole di omicidio stradale non potrebbe più guidare per il resto della vita. “L’ergastolo della patente” l’ha definito il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini.

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