Omicidio stradale: anche la mancata manutenzione diventa reato

La responsabilità è di chi non ha curato la strada se l'incidente mortale avviene per colpa di una buca

L’omicidio stradale accade troppo di frequente. Spesso imputata la colpa alla vittima, una circolare di coordinamento con il Codice della Strada, emessa dal Ministero dell’Interno, pone i presupposti legali per punire le responsabilità non sue.

LA DISPOSIZIONE – Il documento è stato inviato a Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia, Prefetture e Questure: “Il reato ricorre in tutti i casi di omicidio che si sono consumati sulle strade, anche se il responsabile non è un conducente di veicolo. Infatti, le norme del Codice della strada disciplinano anche comportamenti posti a tutela della sicurezza stradale relativi alla manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli. Il riferimento è all’articolo 14 del Codice della Strada, quello che definisce “poteri e compiti degli enti proprietari delle strade” e li obbliga a “garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione” con la manutenzione e il controllo tecnico delle strade. In parole povere Stato, Regioni, Comuni e aziende concessionarie possono ricevere l’accusa di omicidio colposo, e incorrere in guai giudiziari che arrivano fino all’arresto, purchè si dimostri che l’incidente è avvenuto per difetti evidenti o carenze delle strade stesse. Chiamata a rispondere pure la casa produttrice, laddove la causa scatenante sia un difetto del mezzo.

DOVEROSO LAVORARE MEGLIO – Il presidente della stradale di Finco, la federazione di imprese di costruzione di opere specialistiche, Lino Setola ha dato la propria opinione: Per un decennio l’Anas ha inseguito il miraggio delle grandi opere con risultati non solo modesti, ma negativi perché questa scelta ha di fatto comportato non solo che le grandi opere non sono state realizzate, ma ha sottratto risorse importanti periodicamente destinate in passato alla manutenzione delle strade statali. E’ un bene per gli automobilisti e i cittadini e anche per le imprese che la nuova gestione del presidente e amministratore Gianni Armani abbia deciso di imboccare un’altra direzione già prima che fosse introdotta la legge sull’omicidio stradale. Apprezziamo la scelta di Armani di non concentrare tutta l’attenzione sui general contractor e le grandi opere e di avviare un programma di manutenzione stradale fino al 2019.

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