Notifica contravvenzioni stradali: info, modalità, ricorsi

Consigli utili per l’automobilista in caso di ricezione di una notifica di una multa

La notifica di una contravvenzione stradale indica la violazione da parte del trasgressore di una norma del Codice Della Strada. Approfondiamo la questione riguardo la prassi da seguire e le tempistiche per il ricorso.

LA NOTIFICA – L’articolo 36 della legge n. 120/2010 prevede che la multa stradale deve essere notificata al trasgressore entro 90 giorni dalla data dell’infrazione, o 360 giorni se risiede all’estero (precedentemente erano 150), qualora non sia contestata immediatamente. Se invece contestata al conducente/trasgressore, l’Amministrazione ha 100 giorni per la notifica al proprietario/responsabile in solido. Della notifica se ne occupa l’ufficio che adotta l’atto, ossia un dipendente del comando di polizia (stradale, municipale, eccetera) da cui dipende l’agente che ha accertato la violazione. La materiale consegna della raccomandata al destinatario è curata dal postino.

COME AGIRE – Nei 60 giorni dalla comunicazione della contravvenzione il conducente deve fornire i dati dell’effettivo conducente, solo se ciò gli viene richiesto nel verbale medesimo. Entro 5 giorni dalla comunicazione della contravvenzione, il trasgressore può effettuare il pagamento super-ridotto, con decurtazione del 30% della contravvenzione. Entro 30 giorni dalla comunicazione del verbale, il trasgressore può decidere se effettuare il pagamento in misura ridotta (diversamente, scatteranno le more) o fare ricorso al giudice di pace.

RICORSO AL PREFETTO – Entro 60 giorni dalla comunicazione del verbale, il trasgressore può fare ricorso al Prefetto, con deposito in Prefettura o invio a mezzo raccomandata. Il Prefetto ha 210 giorni per pronunciarsi sul ricorso presentato; se avanzato dall’Organo elevatore la multa, il Prefetto gode di soli 180 giorni. Per comunicare l’esito del ricorso ha 90 giorni (360 giorni in caso di residenza all’estero). In caso di rigetto del ricorso, il trasgressore, entro 30 giorni dalla notifica della reiezione, può presentare ricorso al Giudice di Pace, sempre che non ritenga di dover pagare quanto ingiunto. Ricordiamo che, a seguito di una recente sentenza della Cassazione, attualmente non solo il Prefetto, ma anche il Giudice di Pace può, in caso di rigetto del ricorso, aumentare – purché entro il massimo edittale – la multa comminata dall’Agente accertatore.

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