Multe: prescrizioni e reclami

Quando scade e come contestare

Le multe. Un incubo per ogni automobilista e una materia di difficile chiarimento sul piano legislativo, specialmente per quanto concerne le prescrizioni, argomento spinoso tornato “di moda” nell’ultimo periodo. Questa particolare scadenza, entro il quale il creditore è chiamato a richiedere formalmente il pagamento, è pari a cinque anni dal momento in cui è stata commessa l’infrazione secondo quanto disposto dalla normativa, anche se gli atti notificati (es. un avviso di intimazione, un preavviso di fermo amministrativo, ecc.) nel proseguo fanno ripartire dall’inizio il conto alla rovescia.

I TEMPI DI NOTIFICA – Un’espressione tecnica da tenere bene a mente è la cosiddetta cartella esattoriale, uno strumento (obbligatoriamente fornito di anno di riferimento del debito, data del ruolo e interessi di mora) attraverso cui Equitalia deve informare il trasgressore della sanzione a cui deve andare incontro, entro due anni dall’incarico affidatole dall’Ente titolare del credito, pena la nullità dell’avviso. 24 mesi che vanno conteggiati dal giorno in cui avviene la trasmissione che il Comune compie tramite il soggetto predisposto alla riscossione, anziché dal momento della violazione o di comunicazione della contravvenzione.

COME DIFENDERSI – Passiamo ora alla contestazione, possibile entro sessanta giorni dalla dichiarazione mediante utilizzo della posta elettronica certificata, da inviare al prefetto del luogo in cui è avvenuta la presunta inosservanza, nel cui corpo va posta la firma autenticata e allegato il testo integrale della multa, oltre alle prove o documenti che diano validità alle proprie ragioni. Da non dimenticare inoltre l’obbligatoria specifica che l’utilizzo della pec è un diritto stabilito dal D.lgs 82/2005, secondo quanto stabilito dalla Circolare del Ministero dell’Interno n° 17666/2014. Nel caso in cui la sanzione sia già stata pagata, il reclamo è possibile solo se i soggetti obbligati siano più di uno e non tutte le parti abbiano saldato il debito.

UNA DISCIPLINA POCO CHIARA – Un dibattito costantemente acceso deriva dalle indicazioni di legge, secondo cui lo Stato può incassare il dovuto entro cinque anni, ma, come hanno recentemente stabilito i giudici della Cassazione, il termine per Equitalia sono i suddetti due anni, mentre nel successivo periodo dovrebbe eventualmente intervenire un altro ente.

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