Multa per divieto di transito: cosa disciplina l’art. 7, quanto si paga

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L’art. 7 del Codice della Strada dispone che i Comuni sono incaricati di gestire le zone con divieto di transito e riscuotere le multe per infrazioni. Ripercorriamo gli obblighi.

REGOLE

Il divieto consiste nell’interdizione alla circolazione, in entrambi i sensi, dell’area interessata. Esso può avere portata generale, essere limitata a determinate fasce orarie o a specifiche categorie di mezzi. Queste ultimi sono individuati in base alle misure o ad altre caratteristiche, come il trasporto di merci pericolose quali materiali inquinanti o infiammabili. Il comma 13 della suddetta norma stabilisce che il mancato rispetto delle disposizioni fa scattare la multa. La sanzione va da un minimo di 84 ed un massimo di 335 €. Variabili soggettive determinano l’entità esatta, incluse personalità e condizioni economiche del trasgressore. Non associate né la confisca del veicolo né la sospensione della patente, che precludono l’adempimento in misura ridotta. Applicata dunque per il pagamento la regola generale di cui all’art. 202, 1° comma C.d.S. Essa prevede uno sconto del 30% purché il saldo sia effettuato entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale.

PREMIATA LA TEMPESTIVITÀ

I differenti importi sono indicati nel verbale. Se quest’ultimo, inoltrato via posta, viene ritirato presso l’Ufficio dal destinatario assente, il termine di 5 giorni decorre dalla data del ritiro. Il ritiro avviene più di 10 giorni dopo il deposito? Il termine inizia a decorrere dal 10° giorno di giacenza. Nell’ipotesi in cui la multa venisse pagata oltre il 5° giorno ed entro il 60° dalla contestazione, o dalla comunicazione del verbale, sarebbe applicata una sanzione pari al minimo previsto per la violazione del divieto di transito. Sono salvi i casi di confisca del mezzo e sospensione della patente. Il beneficio dell’importo minimo decade se il trasgressore adempie oltre i 60 giorni. A lui spetterà versare una somma corrispondente al doppio di quell’importo o, se inferiore, al terzo del massimo (l. 689/81).

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