Incentivi auto: ecco lo studio del governo per gli sgravi fiscali

Non incentivi classici ma sgravi fiscali per rilanciare il mercato dell’auto

Allo studio sgravi fiscali per rilanciare il mercato dell'auto
Allo studio sgravi fiscali per rilanciare il mercato dell'auto

Anche il dato di agosto (-0,2%) è indicativo. Al mercato delle auto per ripartire serve una spinta. Un’idea possono essere gli sgravi fiscali annunciati un mese fa dal ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, che dovrebbero rispecchiare quelli già operativi su ristrutturazioni e interventi edilizi.

Come funziona

Il calo delle vendite di auto nuove ad agosto segue un primo semestre tutto sommato positivo per il mercato ma l’annuncio del ministro può aver bloccato potenziali acquirenti in attesa degli incentivi, che – bene sottolinearlo – al momento sono solo teorici. L’ipotesi allo studio del governo non prevede gli incentivi classici ma sarà un piano di sgravi fiscali sul fac simile di quelli utilizzati nell’edilizia. In sostanza il prezzo della vettura rimarrà lo stesso, però sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi la parte di tasse corrispettiva all’acquisto della nuova auto. Così in 5 anni lo Stato avrà restituito lo sconto fiscale sulla nuova auto. Tutto questo a patto però di rottamare un veicolo inquinante. L’intento dell’esecutivo, infatti, è quello di rinnovare un parco auto circolante, tra i più vecchi d’Europa.

L’auto da rottamare

Si comincerà con i mezzi pubblici per i quali verrà stanziato un contributo statale a fondo perduto a favore delle partecipate che potranno così rinnovare i propri mezzi. Secondo l’Aci le vetture italiane hanno un’età media di 12 anni e 2 mesi per le auto a benzina e di 7 anni e 7 mesi per i diesel, con una quota altissima di auto sopra i 10 ani di vita (47% delle auto circolanti). Il provvedimento si accompagnerà dunque alla rottamazione di un’auto Euro 0, Euro 1 e Euro 2 (la stragrande maggioranza delle auto nuove sono Euro 6).

Gli sgravi fiscali

Basta incentivi all’acquisto dunque ma una nuova formula che ha portato fortuna nel campo edilizio (si pensa a un impatto sul Pil pari al 2%). Il mercato dell’auto ha bisogno di ripartire, sia per ragioni ambientali (le auto nuove inquinano meno) sia per ragioni di sicurezza. In più consumano meno, il problema (il più grande) rimane quello di trovare i soldi per acquistarle.

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