Fringe benefit auto aziendale: la sua tassazione

Cosa si intende per fringe benefit nel caso di auto aziendali

La concessione dell’auto aziendale al personale è un fringe benefit dato ai quadri, ai dirigenti, agli amministratori delegati oppure a particolari categorie di dipendenti, è soggetto a tassazione in busta paga e rappresenta un costo deducibile per l’azienda.

COSA SI INTENTDE PER FRINGE BENEFIT? – Con il termine fringe benefit si intende qualsiasi reddito in natura, bene o servizio corrisposto al dipendente dal datore di lavoro. Esso può avere un trattamento fiscale differente a seconda che si tratti di erogazioni liberali, autovetture concesse in uso ai dipendenti, rimborsi spese per trasferte oppure mense, asili nido o trasporto pubblico. Il trattamento fiscale del fringe benefit parte dalla constatazione che esso non è altro che un reddito in natura corrisposto al dipendente, il quale rappresenta un costo deducibile per l’azienda e un reddito tassabile nella busta paga del dipendente.

IL CASO DELL’AUTO AZIENDALE – Il fringe benefit più classico è rappresentato dalle auto concesse in uso promiscuo al dipendente. In questo caso, la tassazione prevista per il dipendente assume una quantificazione forfettaria, pari al 30% della percorrenza convenzionale annua di 15 mila chilometri, stabilita dall‘ACI per quel tipo di auto. Questi valori vengono indicati su apposite tabelle, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre e valide per l’anno successivo. In esse sono elencate tutti gli autoveicoli suddivisi in auto a benzina, gasolio, GPL-Metano e ibridi-elettrici, in produzione e fuori produzione e microcar e motoveicoli. In altri casi, può non esserci un utilizzo promiscuo dell’auto da parte del dipendente, nel momento in cui la vettura gli viene concessa per l’intera giornata o per tutto il periodo di imposta, per fini personali e non professionali o lavorativi. Nella pratica, si ha quindi un utilizzo personale dal veicolo da parte del dipendente. In Questo caso, il valore normale dell’utilizzo, rapportato sempre alle tariffe previste dell’ACI, andrà tassato in busta paga e sarà quindi soggetto al pagamento dell’irpef mediante la ritenuta d’acconto.

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