Estate 2014, ecco dove peserà il caro pedaggio

Penalizzato il Nordest, andrà meglio al Sud e in Sardegna. Punte del +8,28%

Un casello autostradale

Primo gennaio 2014. Gli italiani ancora alle prese con panettoni e regali natalizi trovano sotto l’albero uno sgradito regalo a sorpresa. Il Governo ha infatti deliberato un aumento del prelievo fiscale derivante dai pedaggi autostradali. Un provvedimento che colpisce tutta la rete viabile italica (tranne le storiche eccezioni, tra cui la A3 Salerno – Reggio Calabria e la Sardegna, priva di autostrade) ma che si riverbera principalmente sul Nord Est del Paese, con le inevitabili proteste dell’utenza stradale. Sono passati più di sei mesi da quel provvedimento ma è prevedibile che le prime pesanti ripercussioni sulle tasche dei contribuenti si avranno in queste giornate da coprifuoco per i vacanzieri. A guardare la faccenda in una prospettiva di insieme, va segnalato che l’aumento globale dei pedaggi presenti sulla rete gestita da Autostrade per l’Italia (2965 km) è mediamente del 4,43% secondo i dati pubblicati dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Ma andiamo nel dettaglio: il nord, specie il Triveneto, è come dicevamo il più penalizzato dall’impennata, dovendo accollarsi aumenti dell’8,01% per quello che riguarda le autostrade Centropadane e del 7,17% nel tratto delle Autovie Venete. Seguono a ruota con un + 6,26%, la Cisa (A15), la A4 Venezia – Padova, la Tangenziale Ovest di Mestre, l’omonimo Passante e il raccordo con l’Aeroporto Marco Polo di Venezia. Staccato ma non di molto troviamo il Tronco Novara Est – Milano/Torino – Novara Est con un incremento sui pedaggi del 5,27%. Un + 5% tondo tondo per il Rav (Raccordo autostradale Valle d’Aosta), a dimostrazione che la maggiorazione ha colpito e continuerà a colpire anche quei tratti che ricadono in Regioni (come la Val d’Aosta, il Friuli e il Trentino Alto Adige) ad autonomia speciale.

Si attestano poco sotto il 5% altri snodi cruciali della viabilità estiva italiana come la Milano Serravalle (+4,47%)e la Barriera di Avigliana (+4,31%). Al centro sud sembrerebbe essere andata un po’ meglio. Detto della immunità da pedaggio della Salerno – Reggio Calabria (la quale, a dire il vero, da qualche anno fa registrare dei vistosi miglioramenti anche nei tratti da sempre considerati poco “autostradali”), da Firenze a scendere i rincari sono più contenuti ma non mancano delle punte del 5% (Società Autostrada Tirrenica) e, per non farsi mancare proprio nulla, addirittura si registra il record degli aumenti, con un bel + 8,28% sulla Strada dei Parchi , quella che si estende fra la A24 e la A25.

Un bel quadro, non c’è che dire, che non agevola la ripresa dei consumi di quei “pochi” (turisti stranieri a parte) che quest’anno proveranno a riscoprire l’ebrezza della vacanza fuoriporta dopo le ultime austere estati.

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