Codice della strada: presentato un nuovo progetto di riforma

Previsto, nel nuovo testo, l'introduzione del reato di omicidio stradale e il ritiro della patente a vita per chi guida drogato o ubriaco

Regole più severe per chi guida ubriaco o drogato
Regole più severe per chi guida ubriaco o drogato

Stella, Valentina, Lorenzo. I quattro ragazzi in un bar di Salerno che, mentre chiacchierano, vengono investiti da un ubriaco al volante della sua BMW. Le vittime della strada sono tante e giovani, troppo giovani. Ma ora, dopo vent’anni, qualcosa sembra muoversi: una riforma del Codice della strada dovrebbe garantire pene più severe per chi guida in stato d’ebrezza o sotto l’effetto di droghe. Vediamo i dettagli della proposta.

Nuove regole

Proprio oggi entra, nell’aula parlamentare, un progetto di riforma che mira a tutelare di più pedoni, ciclisti e anziani. Due le importanti novità che sono previste dal testo.

1. Reato di omicidio stradale

La prima rappresenta il punto più importante ma anche più problematico. Per attuarlo, infatti, molti credono che sia necessario riformare anche il codice penale. Stiamo parlando dell’introduzione del reato di omicidio stradale. Troppe volte le pene per chi uccide, sulla strada, sono lievi o nulle. Troppi sono i casi di persone libere dopo aver investito qualcuno. L’ultimo episodio è quello di Lorenzo, il sedicenne che mentre guidava il suo scooter è stato investito da un giovane romeno ubriaco. Lorenzo è ora ricoverato in ospedale, si riprenderà, è stato fortunato, dicono i medici. Ma il romeno che lo ha investito con un Audi A6 è libero. Libero di bere ancora e, magari, di uccidere.

2. Ritiro patente a vita

L’altro punto fondamentale è il ritiro della patente a vita per chi si mette al volante drogato o ubriaco. Stella è la bimba di nove anni che qualche anno fa è stata investita da un uomo che guidava sotto l’effetto di alcool e droga. Valentina, invece, aveva 28 anni quando è stata uccisa da un ubriaco mentre attraversava la strada a Livorno. La politica si sta accorgendo che occorre una riforma profonda per fermare queste stragi.

Enrico Nencini

L’idea delle due proposte arriva dal vice ministro dei Trasporti Enrico Nencini che sembra deciso a semplificare i 245 articoli di cui il Codice della strada si compone, inasprire le pene ed a tutelare pedoni, ciclisti ed anziani. Anche se l’introduzione della patente a punti ha funzionato, dal momento che in 10 anni i morti in strada sono dimezzati, resta il problema delle vittime causate da automobilisti che guidano ubriachi o drogati. Le buone intenzioni di migliorare il Codice della strada ci sono. Speriamo si passi presto all’azione. Noi di Autotoday.it continueremo a seguire la vicenda.

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