Niente bollo auto per tre anni, primo via libera in Commissione Finanze alla Camera

La riforma prevede l’esenzione in caso di acquisto di auto nuova, poi si pagherebbe non più in base alla cilindrata ma secondo le emissioni inquinanti della vettura

Primo via libera in Commissione per la riforma del bollo auto
Primo via libera in Commissione per la riforma del bollo auto

E’ pronta la riforma del bollo auto. Il Parlamento discuterà in questi giorni la proposta di legge presentata da Daniele Capezzone (Forza Italia) che prevede un ripensamento della tassa secondo criteri diversi da cilindrata o Khilowatt. Il bollo auto verrebbe misurato in base alle emissioni della vettura: in caso di acquisto di un’auto nuova non si pagherebbe il bollo per tre anni (cinque nel caso di un’auto a bassissime emissioni ambientali), mentre solo successivamente si comincerebbe a pagare in base a quanta anidride carbonica si rilascia nell’ambiente.

L’approvazione alla Commissione Finanze della Camera

La proposta è stata approvata dalla Commissione Finanze della Camera e dovrebbe approdare in Aula entro la fine del mese di ottobre. Il primo firmatario, Capezzone, ha definito “storico” questo passaggio. Per i veicoli aziendali sarebbe possibile alzare la detraibilità fino ad un massimo del 40%. Ad ogni modo il bollo è una tassa regionale, lo Stato può solo descriverne le linee guida, poi saranno le Regioni a decidere con precisione i criteri e le tariffe da applicare. La Regione Lombardia si è mossa in anticipo da questo punto di vista rendendo già operativa una soluzione simile a quella appena approvata alla Camera.

Bollo auto, aumento del 12% nel 2015

La misura assumerebbe maggior spessore alla luce del fatto che dal prossimo anno la tassa sarà ancora più salata con un aumento fino al 12% in più rispetto a quest’anno. Un balzello che porta spesso all’evasione: secondo una ricerca di Quattroruote sono circa 34 milioni i veicoli sottoposti al pagamento del bollo auto per un gettito totale di 6,45 miliardi di euro. In realtà però sono in pochi a pagare e così il denaro che entra realmente nelle casse regionali si ferma a 5,6 miliardi. Quasi un miliardo di euro perso per l’evasione. Così questo provvedimento vuole cercare di ridurre l’evasione e contenere il gettito mancato dall’imposta.

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