Bollo auto abolito governo Renzi: i vantaggi, chi ne usufruisce, introiti, risparmio, chi ci rimette

La tassa automobilistica potrebbe presto scomparire

Fra gli argomenti discussi in ogni legislatura, senza mai condurre a veri risultati, vi è l’abolizione del bollo auto. Questa potrebbe essere però la volta buona, in base alle indiscrezioni che trapelano dal governo.

A QUANTO AMMONTANO GLI INTROITI – Secondo le fonti dell’esecutivo intercettate da Askanews “forse già nella prossima legge di Stabilità e comunque entro la fine della legislatura” Renzi vorrebbe eliminare il bollo, imposta che interessa quasi 50 milioni di veicoli, vale 5,9 miliardi di euro e, insieme all’addizionale Irpef, è l’unica entrata di cui le Regioni dispongono per le spese extrasanitarie. A quanto riferisce il coordinatore degli assessori al bilancio per la Conferenza delle Regioni Massimo Garavaglia l’operazione consisterebbe in una  “manovra elettorale” da cui il rischio di “togliere risorse alle Regioni senza poi restituire davvero tutto il mancato gettito favorendo i territori dove più alta è l’evasione” e alla fine le “tasse locali sarebbero sostituite con la fiscalità centrale”.

QUESTIONI DA RISOLVERE – Ostacolo maggiore sarebbe trovare le risorse per la copertura e non è dunque escluso che la manovra possa cominciare secondo alcuni sgravi su particolari categorie. “Il gettito complessivo del comparto automotive è stato stimato nel 2014 pari a circa 72 miliardi di euro e la tassa automobilistica pesa per circa l’8%” rende noto il direttore del Servizio Gestione Tasse Automobilistiche Aci Salvatore Moretto, che non tarda a evidenziare perplessità: “L’abolizione non risolverebbe il problema creando un grosso buco nei bilanci delle Regioni. E’ semmai auspicabile un provvedimento di riforma strutturale del carico fiscale dei veicoli per razionalizzare il sistema e rendere meno onerosa la gestione della propria auto”. Una nuova banca dati integrata nazionale potrebbe salvaguardare “le diverse autonomie, una gestione condivisa dei servizi di base e una maggiore efficacia alle azioni di contrasto dell’evasione fiscale”. Sempre secondo la sua stessa opinione “appaiono evidenti i nodi” da sciogliere e il primo riguarda l’esigenza di stabilire al più presto nuovi criteri di individuazione di un’auto storica perché “oggi in Italia oltre 4,6 milioni di veicoli hanno più di venti anni di età ed è folle pensare che tutti possano avere valenza storica”.

Come giudichi l'articolo?
[Totale: 30 Media: 4]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

5 + dodici =