Auto in sosta vietata davanti all’ospedale: l’Asl non ha il diritto di rimuoverle

Definita estorsione la pratica svolta a Frosinone

L’impresa privata che effettua rimozione di veicoli ed applica ganasce per sosta vietata nel parcheggio dell’Ospedale pretendendo il pagamento di una somma commette estorsione.

SENTENZA RIBALTATA – La Corte di Cassazione lo stabilisce con sentenza del 2 maggio 2016, n. 18127 mediante cui ha accolto il ricorso ed annullato quella pronunciata dal G.U.P. del Tribunale di Frosinone, convinto ad assolvere in primo grado dai reati di cui agli artt. 393 e 629 c.p. il personale amministrativo dell’ASL cittadina e la ditta appaltatrice del servizio di rimozione dei veicoli che permettevano di riavere la vettura solo se pagata una somma (circa 95 euro) per le spese, altrimenti il proprietario del mezzo se la doveva andare a prendere al deposito.

LA MANUTENZIONE È COMPITO DEI CONCESSIONARI – I ricorsi, in particolare quelli delle parti civili, hanno fatto riferimento all’art. 159 C.d.S. secondo cui la rimozione è compito delle forze di polizia, o degli enti “proprietari” della strada, attraverso norme regolamentari.  La Suprema Corte ha aggiunto nella sentenza: “La valutazione operata da questa Corte in sede cautelare non è inficiata dalla pronunzia resa dalla Sezione II civile di questa Corte secondo la quale i proprietari od i concessionari di strade pubbliche hanno l’obbligo, previsto dall’art. 14 del codice della strada (d. Igs. 30 aprile 1992 n. 285) di provvedere alla manutenzione, gestione e pulizia di esse, da ritenersi comprensivo della rimozione, custodia e se del caso demolizione sia dei veicoli lasciati in sosta d’intralcio, sia di quelli abbandonati, e di sostenere i relativi oneri e spese, salvo rivalsa nei confronti del proprietario del veicolo”.

LA CAUSA TORNA IN TRIBUNALE – Gli Ermellini si erano già occupati di questo caso, e in effetti avevano già espresso parere negativo sulla liceità della condotta contro il sequestro di due autocarri e delle ganasce, confermato in riesame. Le argomentazioni del titolare non erano state accolte dato che il compito spetta alla Polizia Locale. Ora toccherà al Tribunale di Frosinone ripetere il processo.

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