Auto senza assicurazione: i Comuni che trasgrediscono di più

Oldenico, comune nel Vercellese, è primo, davanti a Striano e Qualiano

Cresce in Italia la moda delle auto senza assicurazione. Dai 3,9 milioni nel 2014 (l’8,7% del totale), sono circa 5 milioni oggi (il 13%).

Trend preoccupante

“Una premessa doverosa – spiega Giordano Biserni, presidente dell’Asaps -: i 51,4 mln di veicoli registrati nel dataset della Motorizzazione civile (l’aggiornamento è datato febbraio 2017, ndr) comprendono anche quelli che, seppure immatricolati, non circolano perché magari restano in aree private, perché il proprietario ne fa un uso solo stagionale o perchè sottoposti a fermo amministrativo, ma lo stesso valeva anche per i ‘censimenti’ degli anni precedenti. L’incremento quindi c’è, e preoccupa, anche perché il fenomeno in alcune aree del Paese raggiunge percentuali da record”.

Le città con meno assicurati

Preoccupante soprattutto la situazione in Campania: “in provincia di Napoli il 25,6 % dei veicoli, di fatto uno su quattro, manca di R.C. auto”, ma la quota sale a Striano (46,63%) e Qualiano (46,54%), mentre a Castel Volturno, nel Casertano (42, 26%). Il livello record a Oldenico, in provincia di Vercelli (49,83%). L’Uci pensa un Fondo di garanzia ad hoc, “ma la franchigia è di 500 euro, e il rischio di rimetterci è serio. Dopo il danno, insomma, la beffa. Tra l’altro, il Fondo è alimentato da una aliquota sui premi per l’assicurazione obbligatoria della responsabilità civile, pagata da tutti coloro che sottoscrivono una polizza. Come dire che se sono sempre di meno quelli che pagano, quelli che pagano saranno costretti a pagare sempre di più”.

Patologie strutturali

Ma che cosa c’è alla base del fenomeno? “Sicuramente – risponde il presidente dell’Asaps – ha il suo peso l’onda lunga della crisi economica e della disoccupazione”. Ma gli esperti dell’Associazione puntano l’indice anche contro due concause strutturali: l’abrogazione del reato di falsità in scrittura privata (articolo 485 del codice penale) e la “dematerializzazione”, ovvero l’abolizione della documentazione assicurativa. Il quadro che emerge, conclude Biserni, è insomma “decisamente sconfortante”, di illegalità diffusa: servirebbero il prima possibile norme nuove, più efficaci, per arginare un fenomeno che tra l’altro ha la sua incidenza anche su quello, gravissimo, della pirateria stradale”.

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