Assicurazione auto: torna il tacito rinnovo, cosa fare, come adeguarsi

Un emendamento al ddl Concorrenza abolisce il divieto di tacito rinnovo per le assicurazioni Rc Auto: a farne le spese sono ancora una volta i consumatori

assicurazione auto

Brutte notizie per gli automobilisti e il loro portafoglio: è stato infatti abolito il divieto al tacito rinnovo per le assicurazioni auto per danni e rischi accessori (Rc Auto). I primi a essere danneggiati da questa misura sono proprio i consumatori.

Assicurazione auto: il ritorno del tacito rinnovo

L’assicurazione auto rappresenta spesso una spesa non indifferente per molte famiglie, ma indispensabile non solo per legge, ma anche per tutelarci in caso di incidente. Ormai da qualche anno ogni utente aveva però la possibilità, grazie al mercato libero, di valutare l’operatore e l’offerta più adatta alle proprie esigenze.

A breve però la situazione è destinata a cambiare. La Commissione Attività Produttive della Camera ha infatti approvato un emendamento che abolisce il divieto al tacito rinnovo nelle assicurazioni per la Rc Auto, voluto dal Governo Monti. La norma è stata inserita nel ddl Concorrenza, che dovrebbe entrare in vigore in tempi brevi.

Le prime a essere avvantaggiate da questa decisione sono proprio le compagnie assicurative. Tanto per cambiare, invece, i danni maggiori li subiranno proprio gli automobolisti.

Assicurazione auto: cosa accadeva finora

Fino al 2012 moltissimi contratti di assicurazione per auto (e anche moto) contenevano tale clausola contrattuale, soprattutto le compagnie di assicurazione tradizionali, contrapposte alle compagnie telefoniche e alle assicurazioni on line. Una volta scaduto il termine del contratto, questo si rinnovava automaticamente per altri 12 mesi.

Nel 2012 il tanto discusso governo Monti aveva però approvato l’abolizione della norma. Un provvedimento certamente a favore delle tasche di molti italiani. La modifica era stata pensata proprio favorire la concorrenza nel mercato delle assicurazioni. Questa legge dava infatti la possibilità ai cittadini di cambiare, in caso di insoddisfazione, la propria compagnia di assicurazione auto. In modo più semplice e senza un’eccessiva trafila burocratica.

Inevitabilmente, in caso di approvazione definitiva dell’emendamento (potrebbe avvenire prima dell’estate), anche i costi potrebbero aumentare in modo esponenziale.

Addio al tacito rinnovo: cosa cambia per gli automobilisti

Ma quali sono i fattori che comporteranno quasi sicuramente una lievitazione dei prezzi? Il calo dei costi delle Rc auto è stato principalmente dovuto al fatto che le nuove compagnie telematiche non hanno mai previsto, tra le loro clausole, il tacito rinnovo. Questo permetteva quindi, quasi fino all’ultimo, di scegliere la polizza online ritenuta più conveniente.

Il decreto del governo Monti del 2012 aveva invece sancito la fine dei due mercati paralleli per le polizze Rc Auto, quello tradizionale e quello on line. Le prime erano infatti state costrette a uniformarsi alle altre nei costi per evitare una fuga dei clienti.

A festeggiare ora saranno compagnie di assicurazioni tradizionali che potranno tornare a godere delle rendite di posizione garantire dal ripristino delle vecchie clausole sulla disdetta. L’esatto contrario di quello che avrebbe dovuto invece garantire il ddl Concorrenza.

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