Targhe alterne Frosinone: le fasce orarie, le zone permesse, divieti, info utili

Altre note negative per il capoluogo, dove partiranno a breve alcuni provvedimenti sul traffico

L’emergenza smog continua a minacciare Frosinone, malgrado i buoni segnali di domenica scorsa, quando la pioggia aveva ridotto le polveri sotto il limite stabilito.

SEGNALI NEGATIVI – La centralina dello Scalo, parte bassa cittadina, ha segnato 73 microgrammi lunedì 4 (tetto nazionale fissato a 50), dato superiore a qualunque altro in Provincia, ribadito a Ceccano. Poco oltre la soglia pure viale Mazzini, attestato a 52 ug/m3. Ricordato il limite di 35 giorni ‘fuorilegge’ l’anno, il 2016 poteva partire meglio, anche se sono previsti interventi correttivi.

PRONTA RISPOSTA – Da venerdì 8 gennaio, fascia oraria 8.30-20.30, partiranno le targhe alterne nella fascia urbana, confermate sino al 31 marzo. Lunedì saranno liberi di circolare i veicoli con targa dispari, venerdì quelli pari. Alcun divieto comunque previsto ai mezzi dal ridotto impatto ambientale (elettrici, ibridi, a metano, gpl e diesel con filtro antiparticolato).

ALTRE SOLUZIONI – Sempre da venerdì prossimo (termine previsto il 30 marzo) andranno spenti i motori dei veicoli in fase di carico e scarico, nelle soste superiori a un minuto e per le attese ai semafori. Data che segnerà pure il divieto di accendere fuochi all’aperto, mentre da inizio anno vietato il ricorso a camini, stufe a legna, pellet o biomassa durante la seconda domenica ecologica, dopo quella risalente al 15 novembre scorso.

L’UNIONE FA LA FORZA – Trascorso un 2015 segnato da 115 sforamenti, il capoluogo ‘vanta’ il 69% in più di rischio malattie respiratorie in confronto alla media regionale. Gli stessi medici di famiglia per l’ambiente tengono d’occhio la salute cittadina (13-90 anni) così da verificare l’impatto che lo smog possiede su asma e broncopneumopatia cronica. Altre iniziative verranno svolte da associazioni locali, volte a sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare immediati interventi istituzionali: “La città – evidenziano – non si arrende, contro la colpevole inerzia delle istituzioni, per arrestare quello che oramai può essere definito un disastro ambientale”.

PROBLEMA DIFFUSO – Intanto il costante monitoraggio intrapreso da Arpa Lazio indica altre città in profonda difficoltà. Oltre alla sopra menzionata Ceccano presentano dati preoccupanti Cassino e Alatri, dove il sindaco Nicola Ottaviani ha presentato un esposto alla procura, deciso a chiedere accertamenti sulle cause dell’inquinamento relativo alla valle del Sacco.

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