Car sharing nel mondo

Il car sharing sta diventando sempre più un fenomeno livello globale.
Se in Italia il boom è avvenuto nell’ultimo anno nelle grandi città come Roma e Milano, nel resto del mondo, invece, ha preso piede sicuramente prima diventando già da tempo la modalità più cool per muoversi in città.

Si stima che quasi 4 milioni di vetture verranno sostituite nei prossimi 6 anni dai servizi di car sharing (fonte AlixPartners), tutto questo favorendo l’ambiente e la mobilità nelle grandi aree urbane.

I vantaggi per gli utenti sono molteplici: si va dalla facilità di parcheggio, all’accesso alle zone ZTL, ai bassi costi di esercizio, soprattutto per chi usa l’auto saltuariamente e solo in città.
I costi fissi come bollo, assicurazione, tagliandi e manutenzione, nonché il costo iniziale di acquisto dell’automobile, vengono completamente abbattuti.
La facilità di accesso al servizio, tramite internet o addirittura attraverso una semplice app del nostro smartphone, rende il car sharing oltre che competitivo sul prezzo anche molto comodo.

Per fare un esempio, il numero di persone che usufruiscono di servizi di car sharing in Europa e USA ormai ha superato il milione e ci si attende una crescita costante nei prossimi anni.
Certo esistono anche realtà in controtendenza, ad esempio Londra, dove Car2go ha deciso di chiudere a causa di un numero di utenze non sufficiente per giustificare il business.
I motivi sono diversi e probabilmente sono da ricercare nell’efficienza dei servizi cittadini che, dove molto efficienti, rendono poco appealing un servizio di car sharing.

Queste sono però eccezioni e per capirlo basta fare riferimento alle nostre grandi città.
Gli operatori di car sharing sono sempre più in aumento offrendo sia city car di tipo tradizionale, Car2go ne è un esempio, che le più “ambientaliste” auto elettriche proposte da Bee.

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