UberPOP Milano: confiscata la prima auto

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Per volontà della prefettura di Milano è stata confiscata la prima vettura del servizio UberPOP. Causa: la violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada, cioè quello che riguarda i “tassisti abusivi”.

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Con quest’applicazione, considerata la versione economica di Uber, chiunque può diventare un autista dell’azienda americana. Il servizio è però stato definito illegale dal ministro dei Trasporti Maurizio Lupi perché fa lavorare autisti con le proprie macchine violando le norme di sicurezza che riguardano il trasporto di persone. Ecco spiegato il motivo della prima confisca.

Il caso milanese

Il conducente fermato a Milano in una sera dei primi di aprile di quest’anno con la sua Mazda 6, dovrebbe ricevere a giorni la notifica della disposizione. Potrà comunque appellarsi al giudice di Pace per evitare la multa e la confisca.

La prefettura del centro meneghino lancia, dopo le varie polemiche, un messaggio forte a tutti gli autisti del servizio Uber e UberPOP. Una decisione che suona come un monito per tutti coloro che vogliono far parte della app californiana. Anche perché i conducenti sono chiamati sempre più a prendersi carico delle loro responsabilità. Secondo i vigili, infatti, se un autista compie un’infrazione sarà lui stesso a doverne rispondere e non l’azienda.

Norme più severe

Volendo dare uno sguardo ai dati, si calcola che dal primo gennaio al 30 ottobre 2014 sono state ritirate ben 112 carte di circolazione. Se ancora, in Italia, non si è arrivati ad un accordo su nuove leggi che regolarizzino Uber, certo è che i controlli sono diventati più stringenti. Vedremo quali saranno gli sviluppi nei prossimi mesi.

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