Uber: nel post-Bruxelles politica comune sul caso dell’applicazione californiana

Dopo la riunione dei sindacati a Bruxelles emerge un fronte comune per risolvere la "questione uber"

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Dopo le numerose polemiche sulla legalità dell’applicazione Uber, nel vertice di Bruxelles a cui hanno preso parte i sindacati dei trasporti si è arrivati a ritenere Uber illegale.

Incontro

Si sono riuniti lunedì e martedì i rappresentanti di molti Paesi del mondo per discutere dello spinoso “caso Uber”. Italia, Belgio, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania, Asia, Stati Uniti, Canada e Norvegia si sono dati appuntamento attorno al tavolo per provare a risolvere la questione della licenza che l’applicazione non possiede e per parlare anche di UberPop, l’app con cui tutti possono diventare autisti Uber, già ritenuta illegale dal Ministro dei Trasporti Lupi.

A rappresentare il Bel Paese Marino Masucci, coordinatore nazionale della Fit-Cisl.

Strategia Comune

Dopo la due giorni di confronto, si è arrivati a degli accordi che prevedono due strategie precise.

1. La prima consiste in un’azione d’informazione e comunicazione che faccia capire alla gente che Uber può operare solo rispettando le leggi di ogni singolo stato. Le persone non devono restare abbindolate dal fatto che l’app si propone come ultima novità tecnologica a basso costo senza, però, essere del tutto legale. Uber è infatti una moda che può portare serie conseguenze negative per tutta la categoria dei tassisti con regolare licenza.

2. L’URI, associazione mondiale aziende taxi, presenterà a Colonia, a novembre, un progetto portato in anteprima proprio al vertice di Bruxelles. Si tratta dell’iniziativa GNT ( Global Taxi Service Quality Network). Obiettivo? Creare una nuova piattaforma tecnologica mondiale per dar vita ad un’applicazione finalmente legale.

Proteste

A Milano è iniziata la settimana della moda ma tutto scorre in modo ordinario, senza stop dei tassisti come si era previsto nei giorni scorsi.

A Londra, invece, è stato proclamato uno sciopero nazionale per il 24 settembre con annessa manifestazione.

Ricordiamo che, sempre a Bruxelles, i primi di ottobre il “caso Uber” sarà portato all’attenzione del Parlamento Europeo grazie ad un’altro incontro organizzato dall’ETF.

Italia

Nello Stivale, intanto, l’ascesa di Uber non si ferma. A Roma e Milano è boom di richieste e, ora, si è aggiunta anche Genova.

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