Uber: Bruxelles ospita un vertice mondiale

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Non si ferma lo scontro Uber-tassisti. Anzi, pare proprio che tutti i lavoratori della categoria vogliano trovare un punto d’accordo per contrastare il “ciclone Uber”. Oggi e domani, infatti, si terrà un incontro a Bruxelles in cui i sindacalisti dovranno sforzarsi di trovare un fronte comune sull’azienda californiana.

Problema Uber

L’applicazione più discussa degli ultimi tempi che consente di viaggiare con un driver a basso costo in molte città del mondo sembra aver scatenato un vero e proprio terremoto nel mondo dei tassisti. A far infuriare la categoria la licenza che l’applicazione Uber non possiede, a differenza dei tassisti che invece la pagano regolarmente. In Germania è stata infatti dichiarata incostituzionale, nel Bel Paese è invece ancora tutto da vedere. Le polemiche aumenteranno durante la tanto attesa fashion week milanese, in cui i tassisti promettono scioperi proprio contro il servizio offerto dell’azienda americana. E non solo. Ricordiamo che proprio in onore della settimana della moda Uber proporrà, oltre al solito trasporto, anche una seduta di make up durante il tragitto accompagnata da buon vino e cioccolatini, il tutto a 25 euro. Insomma, è il caso di dire che questa settimana ne vedremo proprio delle belle.

Marino Masucci a Bruxelles per l’Italia

Il coordinatore nazionale della Fit-Cisl, Marino Masucci, volerà a Bruxelles per tenere alta la bandiera italiana commentando così il “caso Uber”:

“La Fit-Cisl non mancherà il grande appuntamento di Bruxelles perché solo un sindacato unito a livello mondiale può contrastare Uber, che è una sfida globale con caratteristiche di liberismo senza regole, dove a vincere è il più forte ai danni dei lavoratori locali. Inoltre c’è il rischio che Uber sia solo una testa di ponte, un esperimento per entrare in seguito anche in altri settori dei trasporti con le stesse modalità, ovvero senza regole”.

Violazione o no delle leggi italiane? Il dubbio rimane ma Masucci ribatte:

“La normativa italiana sulla materia è molto chiara e dice che il servizio Uber viola la legge 21 del 1992, in base alla quale esso è completamente illegale. Il problema è che la società tenta di mantenere il servizio attraverso le note app per cellulare e questo sta creando conflitti con i tassisti. Precisiamo però che diciamo sì alle nuove tecnologie, a patto che siano regolate nel rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro e dei diritti e delle tutele dei lavoratori”

Sul banco degli imputati, inoltre, troviamo anche Uberpop, l’app dove qualsiasi persona può diventare occasionalmente un autista Uber, ritenuta fuorilegge dal ministro Lupi.

 

Settimana calda per gli sviluppi dell’applicazione più controversa degli ultimi anni. Staremo a vedere.

 

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