Genova: prima multa ad un autista Uber

I vigili multano un driver di Uber. In Liguria è scontro sull'applicazione californiana

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1.700 euro di multa, sospensione della patente e sequestro del mezzo. Questo lo scotto pagato da un autista Uber per aver portato un passeggero da Nervi a Pegli, nel genovese.

Il caso di Genova

Le polemiche sulla tanto discussa applicazione che consente di viaggiare a basso costo in una vettura con conducente, continuano. Già presente da tempo a Milano e Roma, appena sbarcata a Genova è stata subito “punita”.

Questo gesto, infatti, ha rappresentato il primo passo contro il servizio californiano che, in Liguria, non è stato proprio accolto nel migliore dei modi. L’assessore alla legalità Elena Fiorini ha annunciato una dura battaglia contro Uber. Ma la General Manager dell’applicazione, Benedetta Arese Lucini, fa sapere che l’autista ha già fatto ricorso e verrà appoggiato dal suo team.

Uber in Italia: è scontro

La battaglia contro l’app non si ferma anzi, diventa ogni giorno più accesa. Il Consiglio Regionale della Lombardia cercherà a breve di proporre un progetto di legge per dare delle regole chiare al servizio che sta creando non poco scompiglio nei grandi centri urbani. L’obiettivo è quello di tutelare di più i tassisti trovando un compromesso con Uber.

Iniziativa lombarda

La proposta presentata al Pirellone parte dal capogruppo di Fratelli d’Italia Riccardo de Corato appoggiato da Lega, Ncd e pensionati, Lista Maroni. Oltre a loro, presenti anche i rappresentanti dei principali sindacati dei tassisti.

L’iniziativa vuole mettere l’obbligo, per chi effettua servizio Uber, cioè con auto privata e conducente, di ” conservare la prova delle singole prenotazioni” per dimostrare ” il tempo percorso tra le singole prenotazioni e il prelevamento dell’utente compatibilmente con la percorrenza chilometrica fra la sede della rimessa e il luogo del prelevamento stesso”.

Futuro di Uber

Se in Germania l’applicazione è stata ritenuta da subito illegale, in Italia, nonostante le polemiche si cerca di trovare un compromesso. Da una parte per tutelare i tassisti che pagano regolare licenza, dall’altra per non bloccare il processo tecnologico avviato da Uber che potrebbe davvero rappresentare il futuro.

 

 

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