Auto Uber confiscate: il Giudice di Pace conferma il sequestro

Sentenza storica: nei giorni scorsi il magistrato ha sancito la confisca di tre vetture. Altri 59 automobilisti milanesi tremano: il loro mezzo potrebbe fare la stessa fine.

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La violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada prevede, oltre al sequestro dell’auto, anche il ritiro della patente per un periodo tra i 12 e i 18 mesi e una multa, il cui ammontare varia da un minimo di 1.700 a un massimo di 7.000 euro.

È guerra aperta a Uber. Nei giorni scorsi sono state confiscate le prime automobili UberPop a Milano. Il Giudice di Pace ha respinto i ricorsi presentati dalle persone sanzionate lo scorso anno dalla Polizia locale meneghina.

 

Auto Uber confiscate: un po’ di storia

Facciamo un passo indietro per comprendere appieno l’importanza di questa decisione giudiziaria. Lo scorso giugno, a Milano, erano state sequestrate le prime vetture guidate da automobilisti iscritti a UberPop, il servizio taxi promosso dalla contestata applicazione Uber. Il motivo? Esercizio abusivo della professione. La violazione dell’articolo 86 del Codice della Strada prevede, oltre al sequestro dell’auto, anche il ritiro della patente per un periodo tra i 12 e i 18 mesi e una multa, il cui ammontare varia da un minimo di 1.700 a un massimo di 7.000 euro.

 

Auto Uber confiscate: il ricorso al Giudice di Pace

A Milano, lo scorso giugno, furono sequestrate in totale 62 autovetture guidate da altrettante persone che effettuavano il servizio UberPop. In seguito sono stati presentati altrettanti ricorsi al Giudice di Pace per ottenere il dissequestro delle automobili. Proprio nei giorni scorsi il magistrato ha disposto la confisca di tre vetture che, di conseguenza, sono diventate di proprietà dello Stato.

 

Auto Uber confiscate: l’app pagherà le spese legali

Uber ha dichiarato che pagherà le spese legali a chi deciderà di ricorrere contro le confische. L’aziedna USA, tuttavia, aveva già rassicurato gli stessi iscritti a UberPop lo scorso giugno, affermando che il servizio UberPop era del tutto legale. No, non lo è affatto. E perché non viene bloccato? Il reato si configura come “esercizio abusivo della professione”, nello specifico “servizio di taxi senza il possesso del titolo prescritto”. Un illecito amministrativo che grava solo su chi svolge il servizio e non certo sulla società che lo promuove. Le Forze dell’Ordine possono fare controlli e intervenire in flagranza di reato, ma per bloccare l’app occorre un’azione del Governo. Azione che, al momento, non è stata ancora disposta.

 

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