Suv Trumpchi: sbarco cinese negli Stati Uniti

GAC sarebbe il primo brand del Paese a varcare il confine

Il destino non guarda in faccia a nessuno. Nemmeno se ti chiami Donald Trump e sei presidente degli Stati Uniti. Nonostante il dichiarato atteggiamento anti-Cina sul mercato a stelle e strisce è destinato il Suv Trumpchi. Un nome che è tutto un programma, possibile rivelazione commerciale.

MADE IN CHINA

Il costruttore cinese GAC aveva già esibito due anni fa un Suv di taglia media chiamato Trumpchi, all’epoca ancora accompagnato dalla sigla GS4. Adesso rilancia col GS7 a cinque posti, mostrato a Detroit.  Lungo circa 4,8 metri, vanta trazione integrale con diverse modalità di guida offroad. “È stato creato, disegnato e prodotto in Cina”, rivendica con orgoglio, Yu Jun, il general manager, che auspica lo stesso successo ottenuto dal best seller GS4. Volumi di CAG cresciuti del 96% nel 2016, il più alto fra i brand del Paese.

OPEN AIR

Illuminano la scena i doppi fari Matrix a LED abbinati alla griglia Flying Dynamics, col generoso montante posteriore. Complice il tetto panoramico apribile, l’abitacolo elargisce spazio a iosa. Offerti ai passeggeri sedili in pelle multifunzione, la ricarica wireless, la funzione di accesso senza chiavi, uno schermo tattile centrale da 10 pollici ed il nuovo interfaccia HMI (Human Machine Interface) “InJoy”. Nuovo il motore, un turbo GAC della serie G da 2.0 litri abbinato ad un cambio automatico a sei rapporti. Potenza accreditata superiore ai 201 cavalli con una coppia di 320 Nm. Scatto da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi.

LA GAMMA GAC

Alla kermesse statunitense pure la crossover Enspirit Concept, crossover premium con powertrain ibrido plug-in e carrozzeria sportiveggiante. Il motore endotermico è un 1.5 a ciclo Atkinson sviluppato in maniera indipendente. Ancora ignoti i dettagli della parte elettrica. Prototipo come la berlina GE3 Concept, berlina elettrica a cinque porte costruita per dispensare la massima efficienza aerodinamica. Esposte infine le top di gamma GA8 e GS8. L’obiettivo è dare il via alle vendite negli Stati Uniti entro il 2020, per poi fare capolino anche in Europa.

 

 

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