Stazione di servizio: un bene culturale da tutelare

Approfondimento su come le stazioni di servizio abbiano una loro cultura da preservare

La stazione di servizio è il posto dove frettolosamente ogni automobilista si reca per rifornirsi di carburante. In Italia è visto come un luogo senza identità, viceversa in altre realtà come per esempio gli Stati Uniti, hanno una maggiore considerazione. Proveremo lo stesso a dare per il nostro Paese un impatto culturale e storico.

TEMI CULTURALI – A difesa della storicità della stazione di servizio esiste un libro, “Tutela e restauro delle stazioni di servizio”, scritto da Susanna Caccia (edizioni FrancoAngeli) ricchissimo di testimonianze fotografiche, che sottolinea come essi abbiano un loro spazio ufficiale nella storia dell’architettura, anche in Italia. Il tema può apparire oscuro da comprendere, ma le stazioni di servizio fanno parte del paesaggio e della memoria collettiva, a condizione che abbiano una nuova ragione di esistere.

TRASFORMAZIONI – In Italia, tra i pochi esempi di riuso ci sono la stazione di Trieste della BBPR, risalente al 1953 e divenuta nel 2008 un “distributore di cultura”, ovvero spazio espositivo e luogo di incontro per conferenze, mostre, proiezioni, dotato anche di postazioni Internet. A Lido di Camaiore, Lucca, un distributore vicino al lungomare è diventato punto informativo per i turisti. Più curiosa la trasformazione di un vecchio chiosco per la distribuzione di carburanti a Foiano, vicino ad Arezzo, trasformato in distributore d’acqua naturale e gassata refrigerata e ribattezzato il Fontanello

STAZIONE AGIP A MILANO – È invece ignorata del tutto, dalla letteratura non solo specifica, la stazione di servizio AGIP di piazzale Accursio a Milano. Il notevole edificio di Mario Bacciocchi merita ogni attenzione per la sua salvaguardia e valorizzazione. La particolarità del lotto a V determinata dalla convergenza sul piazzale degli assi stradali Certosa ed Espinasse ha condizionato il progetto che l’architetto ha risolto con un edificio esemplare, la cui architettura ben esprime l’immagine dinamica dell’industria dei trasporti e il mondo dei motori al quale con fiducia ed aspirazione si guardava all’inizio degli anni Cinquanta. È ancora in buono stato di conservazione e parzialmente utilizzato come attività di un gommista.

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