Specchietti digitali: via libera dal Giappone

La rivoluzione parte dall’oriente, ma presto arriverà anche in Europa

Una rivoluzione è in arrivo dal Giappone: progettisti e disegnatori stanno lavorando per realizzare automobili con specchietti digitali. Considerati gli attuali anti-estetici e non più fondamentali, è tempo di lasciare spazio a telecamere e piccoli schermi. L’auspicio degli esperti è destinato a trasformarsi a breve in realtà.

PIÙ QUALITÀ – L’ente giapponese che si occupa di mobilità ha introdotto pochi giorni fa una sostanziale modifica al locale codice della strada: permettere la libera circolazione alle automobili senza specchietti laterali e senza specchio retrovisore. La notizia ha suscitato molta curiosità: di fatto costituisce il via libera a molte aziende nel ramo della componentistica. Il sito AutomotiveNews rivela che un provvedimento simile verrà assunto negli Stati Uniti dal 2018. L’Europa e la Cina dovrebbero seguire a breve distanza, ma ad oggi non esistono date precise.

VANTAGGI – Gli specchietti ci sono dagli anni ’20 del secolo scorso e da allora sono rimasti pressoché invariati. I benefici degli specchietti digitali, però, sono evidenti: riproducono le immagini di qualità superiore, garantiscono un angolo di visione più ampio e non abbagliano in caso di riflesso. Migliorerà inoltre l’aerodinamica dell’auto e consentirà di risparmiare peso, a vantaggio dei consumi. Durante l’edizione 2015 del World Forum for Harmonization of Vehicle Regulations è stato approvato l’utilizzo di telecamere conformi a determinate regole.

SVANTAGGI –Emblematiche le stime di Tetsuya Saito, responsabile delle politiche ingegneristiche presso l’ente. Fra sette anni il 29% delle automobili sul mercato giapponese avrà lo specchietto retrovisore interno digitale. E il 12% monitor interni in luogo dei tradizionali specchi laterali. La società giapponese Ichikoh ha sviluppato un impianto a due telecamere da 1,3 megapixel, fornite da Panasonic, che restituiscono una visuale a 160°. Il punto negativo ancora da risolvere è legato ai costi. Gli automobilisti dovranno abituarsi a non muovere più la testa per cambiare visuale, dal momento che la telecamera è fissa.

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