Ve ne abbiamo già raccontate di ogni qui su AutoToday: truffe, furti e quant’altro sono purtroppo la realtà con cui devono avere a che fare i proprietari di auto. Tra le possibili sottrazioni anche quello dei catalizzatori  marmitte auto, componenti fondamentali per buttar fuori materiali e attutire l’inquinamento acustico.

GIRO LOSCO

La nuova frontiera dei ladri sarebbe quella di strappare tali imprescindibili pezzi alle vetture in sosta. Senza la presenza del guidatore, il delinquente ha modo di agire indisturbato e andarsene col malloppo. Una cattiva sorpresa attende quindi il conducente, coinvolto, suo malgrado, nel mercato nero. Traffico che cresce sempre più di dimensioni per ragioni ben precise. I malviventi puntano questa parte delle vetture non a caso, ma incoraggiati dalla portata di un business in espansione.

FONTE DI GUADAGNO

Malgrado se ne possa essere all’oscuro, all’interno del catalizzatore sono dislocati metalli nobili. Materiali di notevole pregio quali platino, palladio e rodio fruttano parecchio. Stimato infatti che, laddove rivenduti, possano fruttare fino a 100 euro a furto. Un giro che negli Stati Uniti esiste ormai da parecchi anni. Va infatti evidenziato che gli “States” dispongono di molte più aziende in grado di riciclare i catalizzatori per estrarne i metalli.

PRATICA GIUNTA DA NOI

Pochi gli episodi registrati fino a poco tempo fa in Italia. Scarsa diffusione dettata dal fatto con buona parte delle marmitte catalitiche provenienti dalle vetture demolite venivano inviate all’estero. In tal modo i costi aumentavano e diminuivano conseguentemente i ricavi dell’attività di riciclo. Purtroppo però i recenti mutamenti hanno cambiato in peggio la situazione. Trovarsi senza marmitta da un giorno all’altro, oltre che una beffa, è anche un grave danno economico, nonostante l’assicurazione possa coprire la perdita.

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