Incidenti stradali in Europa: crescono le vittime, confronto fra Italia ed altri Paesi

26.300 le vittime nel 2015, assolutamente inaccettabile

Gli incidenti stradali continuano ad aumentare in Europa. Il trend, cominciato dal 2001, rende sempre più complicato raggiungere l’obiettivo di ridurli del 50% entro il 2020.

NUMERI NEFASTI

La decima edizione del Road Safety Performance Index Report, realizzato dal Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti (ETSC), offre una istantanea sui progressi fatti in termini di sicurezza stradale. Lo studio, al quale ha partecipato anche l’Automobile Club d’Italia, mostra i dati relativi al 2015 e registra un +1.3% di incidenti gravi rispetto all’anno precedente. La percentuale si traduce in 26.300 decessi, praticamente una strage.

CAUSE

Alle ambizioni dell’UE di incrementare la sicurezza delle strade fungono da contraltare le cattive abitudini degli automobilisti europei. Secondo l’ETSC sono 3 le cause del gran numero di incidenti letali: la diminuzione dei controlli sulle violazioni al Codice della Strada, la mancanza di investimenti per le infrastrutture, interventi limitati al contrasto del binomio alcool e velocità. Stimato che il 2% delle distanze venga percorso con un tasso alcolemico superiore alla soglia stabilita. Un dato che deve invitare a riflettere.

ITALIA NELLA MEDIA

Non tutti gli Stati seguono però l’andazzo generale. Numerosi infatti quelli che registrano una diminuzione significativa del numero di decessi causati da incidenti stradali. Tra le nazioni più virtuose l’Estonia (-14,1%), l’Irlanda (-14%), la Lettonia (-11.3%) e la Lituania (-11%). Pur non facendo parte della UE, tra i migliori Paesi spicca la Norvegia che registra un -20,4%. Risultati promettenti li hanno ottenuti pure Polonia (-8.2%) e Svezia (-4.1%). Gli Stati nei quali invece la crescita può essere definita preoccupante sono Cipro (+ 26,7%), Finlandia (+13.5%), Croazia (+13%), Slovenia (+11%), Austria (+10,5%) e Malta (+10%). L’Italia con il suo +1.4% si allinea alla media, con 3.430 vittime, 49 in più rispetto al 2014. Nel nostro Paese, nonostante l’aumento delle sanzioni per eccesso di velocità, diminuiscono i controlli sul tasso alcolemico. In rapporto alla popolazione registriamo la cifra più bassa d’Europa. Stabile invece al 2.5% la percentuale di guidatori ai quali è stato contestato un valore di alcool nel sangue superiore ai limiti previsti.

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