Guidatori over 75: le loro abitudini

Incidenti mortali superiori alla media

Superata una certa età i riflessi non sono più quelli di una volta. Per pianificare strategie vincenti sulla sicurezza stradale in Australia è stato condotto uno studio sui guidatori over 75.

STIME E PREVISIONI

La ricerca, a cura del “The George Institute for Global Health”, ha monitorato 380 guidatori residenti a Sidney. Attraverso una scatola nera con GPS  è stato rilevata una percorrenza media di 7.280 km l’anno. Con il passare del tempo vengono trascorse sempre meno ore al volante. Specialmente di notte. “Entro il 2030 ci saranno mezzo milione di persone di età superiore ai 65 anni alla guida solo sulle strade del nordovest di Sidney – ha spiegato Lisa Keay -, quindi è essenziale che comprendiamo i loro modelli di guida. Potersi muovere è importante per molti dei guidatori più anziani, ma abbiamo bisogno di assicurarci che guidino in modo sicuro e non danneggino se stessi o gli altri utenti della strada”.

PROPENSIONE ALL’APPRENDIMENTO

La metà dei driver ha partecipato durante lo studio a un corso sulla mobilità sicura. Occasione utilizzata anche per conoscere i vantaggi sulle forme alternative di trasporto. “Il nostro studio ha dimostrato che coloro che hanno partecipato al corso erano pronti ad auto-regolare la loro guida ed evitare situazioni ad alto rischio, come guidare da soli o immettersi su autostrade ad alta velocità, il che è stato davvero positivo – ha aggiunto Keay -. Ma chiaramente va fatto molto altro lavoro per incoraggiare le persone anziane a ridurre il tempo speso al volante e scegliere altre forme di trasporto, per quanto possibile”, infatti il chilometraggio medio abituale percorso non è diminuito, nonostante il corso.

SUPPORTO MORALE

“Rinunciare a guidare è una decisione importante nella vita”, ha commentato Kristy Coxon coautrice dello studio. Osservato inoltre come il tempo al volante abbia fatto emergere sintomi depressivi. “Per i conducenti più anziani della periferia suburbana di Sidney – ha concluso Coxon – la guida è importante, e hanno bisogno di sostegno in questa fase di transizione”.

INCIDENTI MORTALI, ALTA PERCENTUALE

“Il tasso di incidenti mortali che coinvolgono conducenti di età superiore a 75 anni è cinque volte superiore alla media per i conducenti in generale, e il loro tasso di lesioni è doppio – si legge sul sito della Commissione Europea -. Questa maggiore vulnerabilità può essere ricondotta alle ridotte capacità fisiche dei conducenti anziani (ovvero calo della vista e dell’udito, tempi di reazione più lunghi) e alla minore esperienza quotidiana sulla strada”. Giovani facilitati anche dalle nuove tecnologie di assistenza. Dispositivi per una guida più sicura con cui i più attempati presentano qualche difficoltà. Ma c’è da scommettere che colmeranno questa lacuna.

 

 

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