Autovelox: arriva il telelaser, multe a un chilometro di distanza

Ecco come cambiano le modalità per individuare chi supera il limite di velocità: oltre ai tradizionali autovelox ora c'è anche il telelaser

autovelox

IL CONTROLLO DELLA VELOCITA’ DIVENTA PIU’ RIGIDO. E’ sempre consigliabile rispettare i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada soprattutto per motivi di sicurezza, non solo per evitare di dover trovarsi a con una multa sgradita. Ora, però, diventa ancora importante essere ligi al volante. Stanno infatti per diffondersi anche sulle nostre strade i telelaser, strumenti che impediranno di farla franca davvero. Fino a poco tempo fa, infatti, con il tradizionale autovelox si poteva rallentare in anticipo per salvarsi dalla sanzione, mentre con questi apparecchi tutto questo diventa inutile. Grazie a questa innovazione sarà infatti possibile individuare i trasgressori a un chilometro di distanza.

COME FUNZIONA IL TELELASER. Il nuovo strumento si distingue per la capacità di rilevare la velocità del veicolo a 1.200 metri di distanza. E’ inoltre in grado di scorgere anche altre violazioni del Codice della Strada commesse dal guidatore. Ne sono un esempio la mancanza di cinture di sicurezza, l’utilizzo del cellulare e l’assenza di assicurazione e revisione. L’apparecchio è dotato di una telecamera di piccole dimensioni controllata da un agente e consente di cogliere istantaneamente i dati relativi al veicolo. Durante questa operazione viene inoltre scattata una fotografia all’interno dell’abitacolo. Sono già diverse le polizie municipali che hanno deciso di approfittarne e utilizzare questa strumentazione.

MULTE DA TELELASER: COME FARE RICORSO. Hai già subito una multa in seguito a un’infrazione rilevata dal telelaser e senti di essere vittima di un’ingiustizia? Niente paura, in alcuni casi è possibile fare ricorso. E’ innanzitutto fondamentale verificare se il verbale è da ritenersi valido. Ecco quali sono i casi di non regolarità:

  • l telelaser in uso dalla pattuglia non rilascia la fotografia che documenta il mezzo oggetto dell’accertamento;
  • manca il numero di matricola all’apparrecchio;
  • non sono presenti le indicazioni del Decreto Ministeriale di omologa.

Rispetto a qualche anno fa la situazione è comunque parzialmente cambiata. Un verbale, infatti, era ritenuto idoneo anche se lo strumento di controllo della velocità non era stato tarato. Una sentenza dello scorso anno emessa dalla Corte Costituzionale ha però modificato le carte in tavola. I Giudici di Pace hanno così concesso di annullare le multe se i Comuni non riescono a dimostrare di avere eseguito la taratura periodica dei dispositivi.

 

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