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Nuove Tecnologie e antifurti sempre più innovativi, complici anche sistemi di sicurezza cittadini e vigilanza immancabile, hanno parzialmente ridotto il numero di furti d’auto in Italia: secondo il noto quotidiano de “Il messaggero” si passa dai 112.926 del 2013 ai 103.067 del 2014, ma il fenomeno continua comunque a mantenere proporzioni abbastanza rilevanti e ad allertare proprietari di Fiat Panda, vettura più “amata” dai delinquenti del nostro paese.

AUTO PIU’ RUBATE NEL 2015, IL CONFRONTO TRA REGIONI – Nel Lazio, tuttavia, a contendere il primato negativo alle utilitarie di fabbricazione nazionale è soprattutto la Smart forTwo Coupé: con la bellezza di ben 1.164 furti, la citycar di proprietà Mercedes Benz in grado di conciliare stile, maneggevolezza e consumi è il veicolo più rubato del territorio; probabilmente anche a causa della propria fluidità nel cambiare marcia in modalità completamente automatica, oltre a garantire una guida piacevole e semplificata grazie alla doppia frizione sviluppata da Getrag. Al primo posto della classifica per luoghi delle auto più rubate in Italia 2015 troviamo la Campania, regione in cui è ufficialmente registrato il maggior numero di denunce da parte di proprietari di autovetture (oltre 20.972 veicoli “scomparsi”); segue il già citato Lazio (con 17.284 furti complessivi) e Sicilia, con ben 15.103 violazioni accertate: oltre a Panda e Smart sono inoltre prese di mira Fiat Cinquecento (1.016 solo nel Lazio), Lancia Y e Volkswagen Golf.

FURTI D’AUTO, UN SISTEMA CHE ALIMENTA IL “CANNIBALISMO”

Secondo Giordano Biserni, Presidente di Asaps, il riciclaggio di veicoli rubati è sempre più difficile da attuare grazie a controlli incrociati tra le banche dati delle varie polizie internazionali, ma è anche vero che la domanda di auto di piccola cilindrata è in aumento a causa della semplicità nel sottrarle e rivenderle a pezzi. Con l’arrivo della crisi, abbiamo assistito inoltre ad un ritorno massiccio delle riparazioni d’auto: sembra che la maggior parte delle macchine trafugate ai proprietari, quindi, non siano destinate al mercato nazionale o internazionale dei veicoli rubati e/o utilizzate per commettere altri reati, ma “strappate” per essere smontate e rivendute a pezzi.

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