Il Museo dell’auto di Malaga

Un tuffo nel passato delle quattro ruote

Il Museo dell'auto di Malaga
Una Mercedes degli Anni '30 nel Museo dell'auto di Malaga

La Spagna non è certo famosa per la sua produzione automobilistica. Certo, agli albori dell’era dell’automobile, quando bastava mettere un motore su una carrozza per essere una Casa automobilistica, anche la Spagna ha subito un diluvio di marchi. La Guerra civile, il franchismo hanno bloccato tutto e, di conseguenza, la Seat, costituita negli anni ’50, non fu altro che una succursale della Fiat, pagata dal governo franchista, passata sotto contro Volkswagen negli ann’80. Eppure, nonostante questa desolazione, a Malaga è nato un museo dell’auto.

Il museo dell’auto andaluso è nato del 2010, eredità del collezionista portoghese João Manuel Magalhaes e, con i suoi oltre 90 veicoli, permette di fare un vero e proprio tour nella storia dell’autobomisimo mondiale. La storia di questo museo è molto recente, ma, nonostante sia vecchio di soli quattro anni, ha in sé tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento a livello europeo.

Le auto spaziano dal 1898 fino ai nostri tempi. Nella collezione, sono rappresentati tutti i principali marchi europei: dalla Rolls Royce, alla Ferrari. Eppure, ci sono delle chicche che delizieranno gli appassionati più esigenti, alla ricerca dell’oggetto particolare. Infatti, oltre a qualche modelo della Hispano-Suiza, storico marchio franco-catalano, il museo ha dedicato una sezione alle auto con motore alternativo.

Come recita il sito del museo, infatti, l’idea è quella di dare al visitatore un’idea delle tecnologie che venivano sviluppate all’inizio dell’epoca delle automobili. Infatti, nella collezione ci sono auto a vapore e, anche (più recenti) vetture all’idrogeno. La sezione è decisamente inaspettata e stimola, senza dubbio, l’immaginazione: come sarebbe andata, infatti, se invece del motore a combustione interna, il mercato avesse scelto di andare a carbone? Oppure, cosa sarebbe successo se, fin dall’inizio, avessimo sviluppato i motori elettrici? Al museo (forse) la risposta a tutte queste domande.

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