La Maserati Biturbo, prodotta tra il 1982 ed il 1996, aveva tutto per emergere. Compreso un prezzo particolarmente invitante.

DALLA VISIONE DI PIERANGELO ANDREANI

Una linea coupé che univa alla perfezione eleganza e stile classico. Progettata da Pierangelo Andreani, si ispirò alla Maserati Quattroporte disegnata da Giugiaro. Dotata di un motore V6 bialbero anteriore, trazione posteriore e sospensioni anteriori a ruote indipendenti, la Biturbo aveva tutte le caratteristiche per diventare una delle auto sportive più commercializzate in quegli anni. Riguardo alla cilindrata della vettura vennero previste due diverse alternative.

ESCAMOTAGE FISCALE

Per le auto destinate al mercato estero venne realizzato un motore che offriva 2.491 cm³. Per quelle destinate al mercato nazionale la cilindrata finì ridotta a 1.996 cm³. Questo permise alla casa emiliana di evitare il regima IVA del 38% che colpiva le vetture di cilindrata superiore a 2.000 cm³. E sarà proprio il prezzo di listino molto basso (poco più di venti milioni di lire) a far supporre all’azienda automobilistica emiliana una produzione di circa 5.000 veicoli all’anno. Per questo motivo venne affidato l’assemblaggio del motore e delle sospensioni alla sede Maserati di Modena. Restanti parti invece prodotte dalla Innocenti di Milano Lambrate.

BERSAGLIATA DALLA SFORTUNA

Obiettivo prefissato però mai raggiunto. Un po’ a causa di problemi tecnici ed un po’ per una politica commerciale errata. Principali difetti riscontrati nei primi modelli gli anelli che sorreggevano il sistema di scarico. In alcuni casi registrati in Nordamerica il loro materiale si surriscaldava dando origine ad incendi. Anche la scelta di aumentare il prezzo di listino, dopo poche settimane dal lancio, per portarlo da 22 a 26 milioni di lire fece rallentare le vendite della Maserati Biturbo.

MASERATI GHIBLI

L’azienda sottopose la vettura ad un restyling nel 1984. Inseriti nel nuovo modello Maserati Biturbo Si i rivestimenti per i sedili con tessuto Missoni, prese d’aria sul cofano ed una mascherina a nido d’ape nera sul davanti, alettoni e minigonne ai fascioni, che donarono alla vettura una impronta ancora più sportiva. La produzione cesserà definitivamente nel 1996, per far posto alla Maserati Ghibli.

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