Lancia Granturismo Stilnovo: la compatta incompiuta

Mai commercializzata, Delta e Ypsilon ne trassero spunto.

All’alba del nuovo secolo la Lancia prometteva faville. Annus mirabilis il 2003 col quintetto Thesis-Phedra Promenade-Lybra Emblema SW-Ypsilon e Fulvia Coupé Concept. Presentata a Barcellona, la Lancia Granturismo Stilnovo fu di ispirazione stilistica alla terza serie della Delta, commercializzata nel 2008.

Lancia Granturismo Stilnovo nel design

Berlina compatta, mischiava la carrozzeria di una berlina a due porte con delle linee retrò e minimalistiche. Lunga 423 cm, larga 182 cm e alta 146 cm, era stata progettata partendo dalle linee delle vetture sportive Lancia degli anni Cinquanta e Sessanta. Calandra appuntita, fianchi muscolosi con una linea di cintura alta e un posteriore sfuggente e compatto erano i tratti principali. Pianale impiegato lo stesso della Fiat Stilo. Insieme alla berlina torinese condivideva pure la gamma motori. Diversamente il processo di sviluppo si fermò anticipatamente, tanto che neppure degli interni è mai stata rilasciata alcuna fotografia.

Idee riprese

La bontà del progetto fece sì che i piani alti preferirono prenderne spunto per i futuri modelli. Assieme alla Delta del 2008 la Ypsilon del 2011 attinse alcune soluzioni nel look. Similarità per entrambe nel posteriore, con il portellone di vetro che si incornicia nella lamiera e il logo Lancia sospeso, con il terzo montante che sembra non toccare il tetto e con i fari sottili a sviluppo verticale che, nel 2003, caratterizzavano anche la Thesis.

L’ultima delle compatte italiane?

Sotto vari aspetti la Delta ha attinto a piene mani, anche se alcune differenze rimangono. A cominciare dalle dimensioni, con la Stilnovo, più corta di una trentina di centimetri, che dava l’impressione di una linea complessivamente più equilibrata e armoniosa.Non potremo mai sapere se, al contrario della Delta, avrebbe riscosso consensi fra il pubblico una volta messa in vendita. Ciò che sappiamo però è che la Casa pare aver imboccato da lì in poi strade nuove. Difficile pronosticare se mai avremo l’occasione di rivedere una compatta disegnata e progettata in Italia. Le quote sono sfavorevoli, ma chissà che Marchionne non si faccia prendere dall’effetto nostalgia.

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