La Bestia di Torino torna a ruggire

La Fiat S76, dopo un secolo dalla sua ultima apparizione sulle strade, sarà la protagonista di un autoraduno britannico che si terrà a fine giugno. La vettura, nel 1912, quasi sfiorò i 300 km/h: un record che gli valse l'appellativo di "auto più potente del secolo".

Fiat S76
La Bestia di Torino tornerà in strada molto presto, più precisamente dal 25 al 28 giugno, quando sarà la protagonista assoluta del Goodwood Festival of Speed.

Si chiama Fiat S76 ed è conosciuta anche con il nome di Fiat 300 HP Record, ma questa vettura è più nota per il suo soprannome: la “Bestia di Torino”. Si tratta di un modello unico che, in una fase ancora pionieristica per l’industria automobilistica, fece registrare una serie impressionante di record. Qualcuno l’ha definita “l’auto più potente del secolo”. Oggi, dopo un lungo restauro, questa “belva” è tornata a ruggire.

 

Un motore da 28.000 cc

La Bestia di Torino fu costruita nel 1911, in soli due esemplari, con l’obiettivo di battere il record di velocità per un veicolo terrestre. Era equipaggiata con un motore “mostruoso”: un propulsore da 28.353 cc di cilindrata capace di erogare una potenza di 290 CV. Misura solo 375 cm di lunghezza, ma pesa oltre 1.650 kg (a vuoto). Il radiatore di questo bolide risultò particolarmente funzionale, tant’è che Fiat decise di utilizzarlo in seguito sulle sue vetture di serie.

 

Quasi a 300 km/h

Nel 1911, guidata dal pilotata da Pietro Bordino, la Bestia di Torino, sul circuito di Brooklands, e sulla spiaggia di Saltburn, riesce a raggiungere i 200 km/h. L’anno dopo, sul rettilineo di Ostenda, la Fiat S76 tocca i 225 km/h, ma il record non viene convalidato per alcune irregolarità burocratiche. Lo stesso anno, ma a Long Island, la Bestia di Torino raggiunge l’incredibile velocità di 290 km/h.

 

Scomparsa per oltre un secolo

Dopo il record, un esemplare della Bestia di Torino fu smantellato, affinché nessuno potesse carpirne i segreti, mentre l’altro fu acquistato da un collezionista australiano che, per contratto, aveva l’obbligo di non poterla mostrare. Dopo la Grande Guerra della vettura si persero le tracce. La Bestia di Torino è tornata a far parlare di sé solo nel 2000, quando il secondo esemplare è stato rinvenuto e messo all’asta. Acquistato dal collezionista britannico Duncan Pittaway, la Bestia di Torino è stata sottoposta a un lunghissimo restauro, durato oltre 10 anni.

 

A fine giugno, sulle strade inglesi, la Bestia di Torino tornerà a ruggire

La Bestia di Torino tornerà in strada molto presto, più precisamente dal 25 al 28 giugno, quando sarà la protagonista assoluta del Goodwood Festival of Speed, autoraduno annuale britannico che, grazie alla presenza della Fiat S76 dopo oltre un secolo d’inattività, sta conoscendo una popolarità senza precedenti.

 

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