Italdesign Formula Hammer: l’espressione di modularità

21 anni all'anagrafe, non verrà davvero capita

Modularità. Espressione nota nel gergo automobilistico, specialmente nell’ultimo periodo. Risale agli anni ’90 l’Italdesign Formula Hammer.

L’ANTEPRIMA A TORINO

L’attualità prevede sempre più il ricorso a schemi produttivi fondati sulla condivisione di vari organi meccanici. Operazione comune ai giorni nostri, con una generale riduzione dei costi, le prove generali erano state fatte intorno a metà anni ’90. Fulgido esempio svelato durante il Salone dell’automobile di Torino 1996, kermesse dove si dimostrò prototipo assai particolare. Metà vettura da corsa metà berlina famigliare, una scocca intercambiabile ricopriva una meccanica di serie. Affibbiatole il nome di Italdesign Formula Hammer, reinterpreta il concetto di modularità, a quei tempi poco in voga.

COSì DIVERSE COSì UGUALI

Prototipo che arrivava qualche mese dopo quello di Formula 4. Prestandovi attenzione, risulta palese quanto le due automobili siano sostanzialmente una sola. Utilizzano infatti la medesima base meccanica, sebbene presentino differenze sotto il piano estetico, adottando soluzioni più o meno vicine al genere “racing”. Se la Formula 4 rappresentava una barchetta con quattro pozzetti singoli, sulla Hammer non vi erano longheroni a “isolare” i sedili. Prima con parabrezza formato da due vetri singoli e ribaltabili, la seconda mostrava un vetro unico più ampio e meglio profilato. Provvista di un piccolo lunotto in vetro, la Italdesign Formula Hammer vantava un piccolo lunotto in vetro. Montato all’interno dell’ala posteriore, eliminava una parte dei flussi d’aria nell’abitacolo, garantendo comfort ai passeggeri.

MOTORI E PRESTAZIONI

Riguardo alla scocca, costituita da un segmento anteriore e da uno posteriore, essa lasciava scoperti i longheroni sulle fiancate, semplificando l’ingresso a bordo. Attingendo alla base della Bravo HGT celava il motore a benzina 2.0 da 147 CV. Installato in posizione anteriore trasversale, sull’auto in vendita offriva prestazioni di buon livello: velocità massima di 210 km/h, lo scatto da 0 a 100 richiedeva circa 8,5 secondi. Il concept non verrà però mai messo in commercio.

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