Gli anni passano e l’industria delle quattro ruote compie passi da gigante, però certi esemplari rimangono scolpiti negli annali vedi la Citroen 2CV.

CELATA NEL PERIODO BELLICO – Pur realizzati i primi prototipi nel 1936, affinché il progetto non finisca in mano ai nazisti tutti i 250 modelli fino a quel momento costruiti vengono distrutti, tranne due o tre pezzi ritrovati diversi decenni dopo. La produzione può cominciare solo a guerra finita e arriva il boom di richieste, con le liste di attesa per comprarla lunghe pure due anni. Simbolo del riscatto francese, due italiani contribuiscono però a rendere mitica la vettura: Flaminio Bertoni, il designer che dà alla 2CV il suo aspetto definitivo e sempre per Citroen firmerà alcune delle linee che faranno la storia della casa incluse la Traction Avant e la Citroen DS, e Walter Becchia, chiamato a costruire il motore da 375 cm cubici di cilindrata, corrispondenti ai famosi due cavalli fiscali che ispira il nome dell’automobile.

GLORIA ETERNA – Inizialmente disponibile in un solo colore e allestimento, la Citroen 2CV amplierà col tempo le possibilità di personalizzazione, adeguandosi alle più severe normative in fatto di emissioni e sicurezza. Nel corso degli anni la vettura sarà costantemente migliorata, conservando però le forme e i due cavalli.  La sua produzione, avviata al termine della seconda guerra mondiale, continuerà ininterrottamente fino al 1990. Cinque i milioni di unità fabbricate, grazie a un carattere entrato nelle grazie di parecchi automobilisti. Un lungo periodo di attività che non giungerà mai davvero all’epilogo. Innumerevoli sino ad oggi fiere e raduni, tenuti sia in Italia che nel mondo, con gli appuntamenti dedicati agli appassionati. Ad alimentare il mito quei due cavalli rievocanti un passato lontanissimo.

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