Audi quattro Spyder: un bruco mai diventata farfalla

Con linee pulite ed eleganti lasciò un testamento alle nuove berline

Trovare il proprio spazio nel mondo. Un problema esistenziale, che attanaglia anche le auto. Fu così anche per l’Audi quattro Spyder, maestra nello stile ma confinata a concept.

Analogie con la ‘Rossa’ più famosa che ci sia

Nei primi anni ’90 la Casa dei quattro cerchi si stava preparando ad una nuova identità. Ecco spuntare l’idea ai produttori tedeschi di costruire due coupé. Una la Avus, l’altra la quattro Spyder, che aveva dimensioni simili alla Ferrari F355, poi sua diretta concorrente: lunghezza 4.22 metri (3 cm in meno della Rossa), altezza 1.17 metri (uguale) e larghezza 1.77 metri (13 cm in meno). Base la Typ 89, che sfoderava misure da berlina high-performance. Mirava all’esclusività il tetto in vetro amovibile, che consentiva la trasformazione in targa.

200 kg in meno della sua antagonista

Gli ingegneri Audi si impegnarono a livello tecnico, spostando il motore dietro l’abitacolo. Ma diedero il meglio di sè per quanto concerne il ìpeso: la carrozzeria in alluminio fece sì che fosse pari a 1.100 kg, oltre 200 in meno della Ferrari. Controbilanciava la potenza minore erogata dal motore V6 2.8 sei cilindri. Sottoposto a continui aggiornameni dal 1991, andrà in pensione solo nel 2005. Giungerà alle vetture di nuova generazione, come ad esempio la prima Volkswagen Touareg. Montato perpendicolarmente, sviluppava 174 cavalli. Ed era a quattro ruote motrici, un specialità delle produzioni Audi. Il cambio un cinque marce studiato per l’occasione.

Un territorio già marcato

La casa tedesca si dimostrò interessata a lanciarla sul mercato. Positivi i riscontri anche a livello di pubblico, che ispirarono fiducia. Eppure, sul più bello, ecco il dietrofront. I conti non tornavano. Erano alti i costosi e mancavano certezze sul ritorno economico. Recitare il ruolo da da terzo incomodo a Ferrari e Porsche sarebbe stato estremamente arduo. Ma le linee pulite e molto eleganti furono riprese per la costruzione delle future berline.

 

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