Scaviamo nei meandri della storia automobilistica e tiriamo fuori la Alfa Romeo 164.

NEL GRUPPO FIAT

L’elegante berlina nasce in un periodo di transizione della Casa: nel 1986 infatti Romano Prodi, allora presidente dell’IRI, decise che, ormai in fallimento, venisse venduta alla Fiat, che acquistò la società e la unì alla Lancia, formando l’Alfa-Lancia Industriale S.p.A. L’anno dopo la presentazione della vettura al Salone dell’Auto di Francoforte. Modello che andava a sostituire la sfortunata Alfa 90. Una delusione forse per molti appassionati fu che si abbandonò la trazione sull’asse posteriore, standardizzandola alla concorrenza dell’epoca.

100% ITALIANA

Disegnata da Pininfarina, condivideva lo stesso pianale utilizzato per Fiat Croma, Lancia Thema e Saab 9000. A differenza loro beneficiò di alcune modifiche alla scocca e alla sospensione anteriore. Molto marcata la caratterizzazione stilistica molto marcata, col cofano più basso e spiovente e al giro porte differente. La linea a cuneo le permise di raggiungere un coefficiente di penetrazione aerodinamica CX di 0,30. Dimensioni importanti, ma non eccessive per la categoria (risultava una delle meno lunghe ma una delle più larghe del segmento) con i 456 cm di lunghezza (467 in versione Super) e 176 di larghezza.

ANIMA PULSANTE UN V6

Sotto il cofano un potente V6 tre litri, progettato dall’ingegner Giuseppe Busso. Motore che non ebbe vita breve, montato per la prima volta in un’auto di serie al termine degli anni ’70 ed è rimasto in produzione fino alla fine del 2005 andando ad equipaggiare per anni i diversi veicoli del brand torinese. Propulsore inizialmente di erogare una potenza massima di 200 cavalli per i primi modelli a 12 valvole. Il potenziamento in un secondo momento fino al raggiungimento di 230 cavalli.

RESTYLING

Dieci gli anni in cui la Alfa Romeo 164 restò in produzione, due i principali restyling. Il primo avvenne nel 1990 e riguardò alcuni particolari interni, dai rivestimenti, ad alcuni dettagli come pulsanti del tunnel centrale fino alla nuova gestione del climatizzatore. Il secondo due anni dopo. Riguardò in modo importante ancora l’abitacolo, i gruppi ottici anteriori e posteriori e, per quanto riguarda le versioni denominate “Super”, l’adozione di paraurti dalle forme molto generose, contornati da un bordo cromato.

 

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